dialetto tarantino

“Magghie fatt sgamà”: 4 espressioni del dialetto tarantino

Taranto non sarà la città del De vulgari eloquentia, ma se Dante fosse per caso sbarcato nella terra dei Due Mari, avrebbe di sicuro tratto ispirazione per un testo in vernacolo tarantino.

A metà tra un discorso di Luca Giurato e un album degli Zakalicius, il dialetto tarantino è pregno di vocali elise ed espressioni improbabili. Vediamo 4 espressioni del dialetto tarantino.

“Vi sc fsc picc u sgarzill”

Letteralmente, “vedi se fai poco lo sgarzillo”; in senso figurato, invece, “vedi di comportarti correttamente.” Un classico del dizionario dialettale tarantino: stiamo parlando di un’espressione radicata nelle generazioni di giovani e anziani locali, che sfoderano questa chicca linguistica ogni qual volta vogliano invitare l’interlocutore ad assumere un atteggiamento educato e corretto.

“T’agghie sgamat”

Il dialetto tarantino è un modo di essere

Il dialetto tarantino è un modo di essere

Espressione dal duplice significato, “t’agghie sgamat” può essere utilizzata in modi differenti e a seconda del contesto. Da un lato può voler dire “ti ho colto in flagrante”, dall’altro invece indica un esemplare tarantino (maschio o femmina non fa differenza) intento ad ammirare l’esemplare di sesso opposto. In ogni caso, rafforza abbastanza il concetto!

“A uecchie”

“A occhio”, è una di quelle espressioni dialettali tarantine inesistenti nella lingua italiana e incomprensibili  soprattutto per i polentoni ma che, tuttavia, ci piace sfoggiare pure in circostanze extra-locali. Questa frase indica, più precisamente, un modo di fare le cose distrattamente e senza molta attenzione. Essere “a uecchie” significa, in sostanza, essere un tipo easy, che non pensa attentamente alle conseguenze di un’azione. Della serie: “Sì proprio a uecchie” (da non confondere con “uecchje chius).

“Ce ste cumbin?”

Simbolo della tarantinità più spicciola. Questa espressione non manca mai nella bocca del tarantino curioso di sapere come ti sta andando la vita. “Ce ste cumbin” (sostituibile con “tt appò?”) è l’incipit di qualsiasi discorso che si rispetti. Insomma, quella nota di colore tra una serie continua, e anche un po’ tediosa, di tiritere.

Photo credits: nonciclopedia.wikia.com/wiki/Taranto (img interna)

2 commenti
  1. Francesca
    Francesca dice:

    Ciao! Sono una studentessa all’Uni di Barcellona e stavo facendo una ricerca sul dialetto tarantino. Questo articolo mi ha aiutata molto. Grazie 🙂

    Rispondi

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