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5 buoni propositi per Taranto nel 2015

Il 2015 è appena iniziato. Alzi la mano chi non ha stilato una lista, anche metaforica, dei buoni propositi per l’anno che si è appena affacciato.

Io ne ho realizzata una per la mia città, Taranto. Perché a Taranto, diciamolo, siamo un po’ disfattisti, disillusi. Eppure quando ci gettiamo alle spalle tutte quelle storture che aggrediscono gli angoli di questa terra meravigliosa, non possiamo che cedere, disarmati, all’evidenza che vivere qui sia una delle cose più belle che ci potesse capitare.
E allora, con un po’ d’aiuto, vi chiedo di fare vostri questi propositi.

1. Trasforma un disagio in opportunità

Le sfide, a Taranto, sono tante. Forse troppe. Taranto è una città difficile, faticosa che non può prescindere dall’Ilva. Ma è davvero tutto inutile? Perché non rimboccarsi le maniche e trasformare il disagio in opportunità. Perché accettare di continuare a vivere, gomito a gomito, con una città bistrattata nel profondo e non fare concretamente qualcosa per ricostruirne lo spirito? Iniziamo a partecipare alle iniziative, alle manifestazioni – come l’ultima, DifendiAMO Taranto che ha raccolto centinaia di adesioni -, iniziamo ad alzare la voce perché c’è posto per tutti. Soprattutto per le idee buone.

2. Se sei infelice, cambia. Che sia per restare, che sia per andare

Recita il detto, “Chi ha tempo non aspetti tempo”, raccogli il coraggio e buttati. Se Taranto ti appare stantìa, se la vivi con affanno o se mentre la osservi non avverti alcun punto di contatto, allora parti. Se decidi di restare però ma senti che il mare, le polpette col sugo, la Raffo ghiacciata e i “cit a mmuert”, non scalfiscono nemmeno lontanamente la tua attenzione allora agisci prima che sia troppo tardi. Sta facendo così Valentina, che ci ha inviato una lettera di “arrivederci” (perché gli addii non ci piacciono) che pubblichiamo volentieri.

Arrivederci Taranto

Arrivederci Taranto

“Ho cercato con tutte le mie forze la felicità in ogni angolo di te, mia bella e dannata Taranto.
Mi hai regalato amici meravigliosi, momenti universitari come pochi dove non sei un semplice numero, come nelle altre città ma hai un nome e cognome, nel bene e nel male. Mi hai regalato albe e tramonti come solo tu sai fare, tanti sorrisi ma anche tante lacrime. Odio i tuoi figli, quelli che scelgono di studiare da un’altra parte lo stesso piano di studi, odio gli imprenditori che non lo sanno fare e che mi sottopagano puntualmente, odio gli stronzi che buttano le carte per terra e veleno per aria, odio tutti quelli che se la credono e che al posto loro non uscirei di casa e odio non poter rimanere qui in mezzo a quei pochi ma buoni che amo, te inclusa perché sempre infelice e insoddisfatta.

Alla vigilia di una partenza per me davvero importante voglio salutarti come meriti, sperando di tornare e portare qualcosa di buono a te che ne hai bisogno.
Non sei una semplice città di mare, sei una città da A…mare.
Au revoir mademoiselle!”

Valentina Rolla

3. Fermati e osserva

Ok il lavoro, la vita frenetica e le giornate consumate dietro una scrivania. Fermati. Non c’è regalo migliore che si possa fare a se stessi se non il tempo. Corri, balla, passeggia. Da qualsiasi angolazione la guardi, Taranto offre tramonti mozzafiato. Ti assicuro che anche solo restare immobile ad osservare l’orizzonte, i colori e la natura, ti ripagherà di tutte le ore e la fatica trascorse tra le carte bianche di un ufficio freddo e impersonale. Perché succede, quando ti affacci sul mare di Taranto, che le lancette si fermano e non puoi fare a meno di pensare di essere nel posto giusto al momento giusto.

4. Esplora la città

Hai idea di quanto siano suggestivi alcuni angoli di Taranto? E Taranto vecchia? Passeggiando tra i vicoli della parte antica della città, respirerai quella popolarità viscerale che trasuda dalle pareti che si rincorrono tra i palazzi e le attività commerciali. Dunque, esplora con la curiosità di un bambino, fai domande, sorridi e custodisci dentro di te le bellezze di questa città. Conosci la storia del Castello Aragonese, del Ponte Girevole, della statua dei Marinai, delle strade – quella delle Scarpare, ad esempio – delle attività storiche, dei personaggi di Taranto, delle tradizioni.

5. Emozionati

E ama. Perché Taranto ha bisogno di amore, di considerazione. E di un futuro nuovo.

 

Photo credits: Alessandro Rizzo (img in evidenza)

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