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Riapre la Sem a Taranto: un pezzo di storia che riprende vita

Riapre la Sem, sotto i portici di via Ciro Giovinazzi. Ed è subito momento nostalgia.

Qualche sera fa passeggiavo sotto i portici di via Ciro Giovinazzi, quando ad un certo punto mi sono imbattuta in un enorme cartello nero recante: Gran Caffè la Sem. Nemmeno a dirlo, il tuffo nel passato è stato immediato, seguito da quella sarabanda di ricordi di una Taranto amarcord che non ha cessato mai di abbandonare i tarantini.

La nuova Sem

La nuova Sem

Non avrà le vetrine addobbate del suo predecessore, la storicità e l’arredamento d’antan di quella vecchia, ma la nuova Sem ha fin da subito “sciorinato” i suoi propositi: diventare un punto di riferimento per i tarantini, soprattutto per gli aperitivi domenicali. Un obiettivo ambizioso, certo, soprattutto perché si presta facilmente al confronto con quel Caffè che è diventato un pezzo di storia per la nostra città.

Aperto tutti i giorni dalla mattina fino alla sera, il locale presenta un’offerta vastissima di piatti freddi, caldi, pasticcini e leccornie di vario tipo, oltre ad essere adatto anche solo a bevute mordi e fuggi.

Le delizie della Nuova Sem

Le delizie della Nuova Sem

“Siamo contenti di aver fatto questo passo – ci racconta Nicola Coppola, Direttore artistico della nuova Sem -, perché pensiamo che il centro, nonostante sia cambiato, è diverso dalle altre zone della città. Ci sono cresciuto da queste parti e alla Sem ci andavo spesso. Ne ricordo l’arredamento e soprattutto l’atmosfera piacevole di quegli anni, che abbiamo voluto omaggiare con la fotografia in bianco e nero appesa all’ingresso del locale. L’augurio è che la nuova Sem non faccia la stessa fine della vecchia.”

Mentre parlo con Nicola mi perdo tra i ricordi delle giornate trascorse tra la chiesa del Carmine, il cinema Fusco e la Sem: la Mecca della borghesia tarantina. La Sem era il ritrovo delle signore in pelliccia, l’oasi di imprenditori, famiglie famigerate e signorotti del quartiere.

La vecchia Sem

La vecchia Sem

Era la pasticceria multipiano con le vetrine modaiole che custodivano delizie di ogni genere e il bancone in mogano lucidissimo illuminato da un enorme lampadario in cristallo. La grande specchiera dietro il bancone – in stile “Bar alle Folies-Bergère” di Monet – rifletteva, in realtà, uno status sociale. Alla Sem ci si sposava, si spettegolava, si compravano i pasticcini della domenica, si faceva l’aperitivo dopo la messa, si ricamavano aneddoti.

Durante la bella stagione – mi racconta mia zia Angela che ha memoria di quel tempo ormai andato – le prelibatezze si gustavano all’esterno sotto un grande tendone verde. I tavolini erano apparecchiati con tovaglie di lino e i camerieri, compìti e accoglienti, vestivano la canonica divisa. La Sem – o meglio “Gran Caffè la Sem” – era un collage di storie, personaggi eccentrici, di vizi e virtù. Era il salotto buono della città, l’angolo delle paturnie e della Taranto bene, fino a quando non ha cessato la sua attività.

Quello che oggi resta è una fotografia sbiadita, che ogni tanto ci piace rispolverare. Perché ci sono dei luoghi a Taranto che non moriranno mai. Almeno nella memoria.

5 commenti
  1. mauro picciarelli
    mauro picciarelli dice:

    Ho fatto un giro in centro e con molta curiosita’ ho visto il nuovo locale.Devo dire che non ha nulla della “gloriosa SEM” anche se comunque e’ da apprezzare, perche’ e’ sempre una nuova apertura nel centro storico. Purtroppo allora non fu fatto nulla per evitare la chiusura della SEM e ancor peggio non fu fatto nulla per evitare l’apertura dell’ennesima banca al posto del salotto cittadino.Ma noi tarantini siamo famosi per farci sfuggire le bellezze cittadine (SEM…cinema FUSCO…. cinema PARIS…. VERDI…..e forse riusciremo a perdere anche il liceo musicale …… siamo troppo forti …….

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  2. rossella pignatiello
    rossella pignatiello dice:

    La nuova Sem non ha la bellezza ed il fascino della vecchia…è un locale come ce ne sono tanti, anzi abbastanza anonimo. Comunque meglio che niente!

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  3. Adele
    Adele dice:

    Dobbiamo toglierci tanto di cappello se, in questi tempi di crisi profonda, nonostante il centro sia ben fornito di locali simili,
    giovani coraggiosi abbiano saputo rischiare un investimento considerevole al fine di dare lustro di un
    tempo al ricordo della vecchia SEM. Al caffè Italiano, pur essendo più grande e ormai affermato,
    si mangia malissimo e la pulizia lascia a desiderare.
    Il locale, oltre ad essere elegante e raffinato è anche molto accogliente.
    Più in là nel tempo diverrà il nuovo ritrovo dei tarantini. In bocca al lupo!!!!!!!!!!

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