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10 tipi di donne tarantine: classifica di bellezza

Le ragazze si staranno già mangiando le unghie. I ragazzi avranno le tempie che sprizzano ferormoni e terrore perché non s’è scelto il regalo giusto, dannazione, e mo’?

Ferragosto è alle porte e necessita d’un rituale cabalistico ben preciso.

E se per una volta, invece di pensare all’immondezzaio di frasi smielate, cioccolatini e rose, stilassimo una classifica della bellezza in termini prettamente tarantini?

Non è farina del mio sacco: l’autore di cotanto ingegno è Cosimo Argentina, funambolo della parola classe ’63, nato a Taranto. Il suo libro “Cuore di Cuoio”, edito nel 2004 da Sironi – e ristampato in tascabile da Fandango nel 2010 -, è una gemma della letteratura ionica. Vuoi per il dialetto, vuoi perché rievoca le gesta di Iacovone-Iacogol, vuoi perché Argentina è uno dei migliori scrittori italiani in circolazione. In un capitolo del suo libro il protagonista, Camillo “Krol”, enumera le dieci posizioni che possono raggiungere gli esemplari di femmina adulta a Taranto.

1. Scorfan’alati

Categoria pessima. Azz. Se i vostri amici vi definiscono così, care lettrici, avete tutto il diritto di gettarli dal Ponte Punta Penna senza né leggere né scrivere. Lo scorfano è, difatti, un pesce immondo, ulceroso, in un’espressione: FASC’ SCHIF! Per cui… la vostra dev’essere una bellezza interiore.

2. Cess’immonde

Beh! Non è che qui valga la frase “di male in peggio”, però forse possiamo infilarci il clamoroso trionfo rossoblù “dall’ospedale vuoi la salute?!”. Insomma, dai, almeno non siete scorfani, ma cessi. Uno a zero per i sanitari, al diavolo i pesci!

3. Da cuscin’ ‘mbaccia

katy perry

Salto di qualità, signore e signori! Ebbene sì, è il caso di dirlo! Perché i primi due titoli non indicavano nessun eventuale atto riproduttivo… qua casca l’asino! Il palo può anche andare a fondo… purché la ragazza abbia la decenza di coprirsi la faccia. “Dicono che la bellezza è soggettiva… fino a nu’ cert’ pund però.”

4. ‘a doch’ ‘na bott’

Qui il maschio amaro, Birra Raffo in mano e sopracciglia inarcate, studia il piano offensivo per far capitolare l’inerme fanciulla. C’è una notevole dose d’attizzo, pare ovvio. E certo, una botta mica la si dà tanto per, scusatemi!

5. Rattabili

Rattabili: sostantivo/aggettivo qualitativo plurale, derivato dal noto verbo tarantino RASCKARE. Giocare all’amore, intorpidirsi gli organi riproduttivi, farsi una ricca scopata. Se sei al quinto posto ormai hai evitato la retrocessione e, con qualche miglioria, puoi puntare all’Europa. Competizione Coppa Uefa -Europa League? Blasfemia!-, però.

6. ‘na cosa ggiust’

Ormai abbiamo raggiunto le zone alte della classifica. Le ragazze che si trovano al sesto posto sarebbero, per usare una metafora calcistica, le cosiddette Nobili Provinciali che però hanno discrete dosi di stregoneria femminea stipate in cambusa: fondoschiena garbato, viso pulito, seni ggiust’…

7. Bone

La parte che ai maschi amari piace di più. Le bone. Capelli ricci o lisci, occhi verdi o catrame, alta o bassa. Cambia poco, perché la ragazza bona è bona a priori, stop. Punto e a capo. C’ha qualcosa che t’infiamma lo sterno e ti fa commettere stronzate su stronzate in suo onore.

8. Bonazze

Ahia, tasto dolente… le bonazze di solito risultano essere sempre impegnate con qualche libero professionista minorato a livello sessuale ma maggiorato nel portafogli. Peccato, perché l’effetto delle bonazze è tanta roba. Della serie: culo antigravitazionale, labbra da urlo, bei seni. Però, diamine, se questa è una bonazza, e siamo all’ottavo posto, cosa verrà dopo?

9. ‘a uerra

La Guerra. La Guerra! Mitragliatrici, arti che saltano, mine antiuomo… la ragazza ‘a uerra ti fa ritrovare spesso e volentieri un alzabandiera improvviso. Rossetti calibrati al punto giusto, carnagione abbronzata, occhi che ti s’incollano nelle vene varicose e stenti a respirare… Qui ci si gioca il titolo, altro che Coppa Uefa ed Europa League. Se siete ‘a uerra probabilmente non leggerete questo articolo, care ragazze. Vi reputerete oltre i nostri parametri.

10. Se ne va la luce

Forza della natura, Dea Mitologica. Di solito svetta dalla selva brulicante perché ha qualcosa di diverso: occhi azzurri sporcati di verde quando il 98% dei tarantini ha gli occhi dozzinalmente marroni; capelli ramati e un certo stile nel vestire e nel comportarsi. Eh sì, perché se quando arrivi tu, cara Dea, se ne va la luce (letteralmente), non è tutto imputabile solo al tuo corpo da Sogno.

In qualunque latitudine di questa mappa vi troviate, fatevi una fottuta risata e festeggiate con tanto vino e champagne il giorno degli innamorati.

Post Scriptum:
Magari, se qualche femminazista si sente toccata, può elencare i dieci archetipi dell’uomo tarantino. Così, solo un’idea.

 

Photo credits: it.wikipedia.org/wiki/American_Pie (img in evidenza) – blog.cliomakeup.com (1° img interna)

2 commenti
  1. Floriana
    Floriana dice:

    mè, mi stavo facendo una risata, soprattutto sull’ultima perché “s’è stut à luc” l’ho insegnato ad alcuni amici qui a Torino. Ma dato che avete la coda di paglia e pure in fiamme, dovevate proprio tirare in mezzo le “NAZIfemministe” (quel termine fe lo infilo giù per la gola). Dato che sono esemplare femminista,vi faccio la classifica , sempre con ironia e simpatia :

    1. Maronn mè
    ragazzo mio, non ci siamo proprio. Sei un cesso a pedali e pure buzzurro.
    2. È simpatico
    Avrai il carattere più bello del mondo, ma mi attizzi come l’inverno in Svezia e hai il q.i. del mobilio Ikea.
    3. Il tamarro
    99% della popolazione tarantina. Potrai anche avere un bel fisico, ma ti accompagna un fischio perenne : quello dell’aria che attraversa la tua testa,da orecchio ad orecchio
    4. Il Decente
    carino, non fa battute pessime e puoi tenerci una conversazione che dura più di 5 minuti.
    5. Quellochesicredefigo
    Bello anzi probabilmente proprio figo ,sembra interessante ma poi dice una cazzata enorme e le tue ovaie fanno le valigie e ti dicono “ciaociao”
    6. S’è stut’ a luc
    Figo come pochi, ha portamento e ci conversi addirittura un’intera serata. Non utilizza il termine nazifemminista,perché sa che è piuttosto stupido e piuttosto vigliacco. 🙂

    Taaanti besitos!

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