taranto vintage

4 luoghi cult della Taranto degli anni ‘90

Ieri mattina passeggiavo in via Dante e tac, mi sono imbattuta in un’ex videoteca. Il tuffo nel passato è stato immediato, come il ricordo di 4 luoghi cult di una Taranto ormai scomparsa.

1. Il Penthouse

Alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non è andato al Penthouse: La Mecca della nigthlife locale degli anni ’90, agglomerato di giovani studenti tarantini.

Il Penthouse, in via Acclavio, è stato per anni il ritrovo di intere generazioni, il palcoscenico di bande di fashionisti patinati e glam della migliore tradizione modaiola di quegli anni d’oro.

Al Penthouse si ballava al ritmo di Gigi D’agostino e della dance commerciale, si festeggiavano i compleanni con la classe, si limonava volendo. E tra droghe, fancazzismo e personaggi coloriti si trascorrevano serate tutto sommato piacevoli.

2. Lo Iacovone

Stadio_Erasmo_Iacovone_Taranto

Gli anni ’90 allo Iacovone te li ricordi? Spalti e curve letteralmente prese d’assalto, capolavoro in bianco e nero di una Taranto innamorata del calcio. Con il cuore rossoblu. Completamente.

Non passava domenica in cui mio nonno non ci costringeva a pranzare almeno mezz’ora prima per andare al campo. Il Taranto in quel periodo era un imperativo categorico, un’ovazione di fedeltà alla squadra, tra la speranza della serie B e i cori forsennati e intonanti un leitmotiv ancora oggi ridondante: “Nu sim tarantì cu’ cor rossoblu”.

3. Il Bar tre palle

Ritorniamo in centro, precisamente al Bar Tre Palle in piazza della Vittoria. Fotografia vintage di uno dei luoghi cult degli anni ’90 a Taranto, che ancora sopravvive. Punto di incontro di ragazzini avvezzi alle classiche vasche tra via Di Palma e via D’Aquino. Al Bar Tre Palle si sono consumate – oltre che gli ottimi gelati – storie e racconti puntellati da quel mutamento sociale che di lì a poco avrebbe investito generazioni intere.

4. Stefy Park sulla litoranea

Il “paese” dei balocchi, l’apoteosi estiva del divertimento di adolescenti impazziti dietro macchinette mangia soldi e tori impazziti. Lo Stefy Park è stata a lungo una tappa fissa dei frequentatori della litoranea. Oasi di adulti e bambini rintontiti dai suoni delle pistole plastificate.

Qui i ricordi si mescolano alla realtà, si confondono con il presente e con il passato degli anni d’oro del walkman, delle cabine telefoniche, delle videocassette Disney, dei capelli cotonati e della riga al centro, degli Aqua, dei Backstreet Boys e delle Spice Girls. Degli anni in cui si studiava all’ombra dei poster di Leonardo Di Caprio, si faceva la scorta negli armadi dei pantaloni a zampa d’elefante, si indossava il grembiule a scuola, si collezionavano le figurine Panini, si masticava un senso di ribellione. Ed è subito momento nostalgia.

Photo credits: Francesco Archinà (img in evidenza) – Wikipedia.otg (img Iacovone) –

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