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L’Orfeo diventa un caffè letterario: parlano i proprietari del teatro

L’Orfeo, il 27 febbraio, ha compiuto 100 anni. Un secolo di spettacoli, personaggi illustri e idee brillanti. Una su tutte quella di trasformare il foyer del teatro in un caffè letterario.

L’iniziativa l’ho trovata fin da subito straordinaria, perché sono convinta che arricchirà il borgo restituendogli un po’ di poesia. Perché Taranto, diciamolo, non avrebbe nulla da invidiare a città come Firenze, Roma, Milano pregne di cultura in ogni dove, se solo pretendesse quel riscatto che le spetta da tempo.

Basterebbe rispolverare tutte quelle iniziative che hanno visto passare da questa città nomi di tutto rispetto. E, ripercorrendo la storia del teatro Orfeo, ne cito solo alcuni che fanno “arrizzicare” le carni: la famiglia De Filippo, Macario, i Fratelli Giuffré, Walter Chiari, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi e la coppia più famosa del piccolo schermo, Mondaini e Vianello.

Per non parlare di Albertazzi, Modugno che nel ’58 venne a Taranto dopo aver vinto Sanremo con “Blu dipinto di blu”; nel ’61, invece, fu la volta di Celentano, seguito da Mina, Milva e via discorrendo.

“Questo incanto è durato fino ai primi anni ’80 – racconta Luciano Di Giorgio, che insieme al fratello Adriano è gestore e proprietario del teatro -; all’epoca c’era una richiesta di tesseramento altissima. Basti pensare che Taranto era la città con il più grande numero di cinema in Italia, e lo stesso discorso valeva per gli spettacoli teatrali.”

Il Teatro Orfeo diventa Caffè letterario

Il Teatro Orfeo diventa Caffè letterario

D’altronde, i tempi dei fratelli Gennaro e Vincenzo Fusco – parliamo della nascita del teatro Orfeo nel 1915 – e successivamente (nel ’69) quelli della famiglia Dioguardi, sono cambiati.

Così com’è cambiato il pubblico tarantino. “In realtà il tarantino sta rispondendo meravigliosamente al teatro – svela Luciano (contrariamente alle mie aspettative) – ed è per questo che abbiamo deciso di prendere in gestione il teatro, offrendo anche delle alternative agli spettacoli classici.”

“Non a caso – aggiunge Luciano – abbiamo pensato al caffè letterario, il cui obiettivo è quello di avvicinare ulteriormente il pubblico al teatro. Il nostro foyer, tra l’altro, si presta abbastanza ad una simile iniziativa.”

Perdonate l’entusiasmo, ma già mi immagino seduta a un tavolino a sorseggiare thé o caffè che sia, sfogliando un buon libro mentre mi perdo tra le storie e le parole degli scrittori e degli autori invitati a parlare delle loro opere, circondata dai cimeli del cinema e da locandine storiche. I lavori sono iniziati in queste ore e sono convinta che il risultato sarà straordinario. O almeno me lo auguro.

“Taranto purtroppo è priva di spazi per i giovani, nonostante la presenza sul territorio di persone valide. Ecco perché abbiamo deciso di aprire le porte del teatro alle associazioni come la neonata Salotto Professionale Eventi che il 10 aprile ha portato in scena MusicaliTA.

Se Dico Taranto insieme a Luciano e Adriano Di Giorgio

Se Dico Taranto insieme a Luciano e Adriano Di Giorgio

Mentre parlo con Luciano e Adriano, mi rendo conto di quanto impegno stiano riversando questi due imprenditori tarantini nel loro lavoro; mossi certamente dalla passione che li lega e che ha visto entrambi, fin da piccoli, alle prese con i grandi nomi del cinema e del teatro.

“Io e Luciano – aggiunge Adriano – quest’anno abbiamo anche deciso di portare in scena un cartellone nostro come teatro Orfeo. La nostra missione è quella di creare una compagnia stabile con la scuola che abbiamo creato l’anno scorso e quindi collocare i ragazzi pugliesi in giro per l’Italia dimostrando che a Taranto la cultura non manca.”

Tra le iniziative in cantiere, inoltre, rientra pure quella di realizzare degli incontri cinematografici a tema (Metropolis o Gioventù bruciata, tanto per citare due colossi del grande schermo) sempre nel foyer del teatro, con l’aiuto e il supporto del giornalista e critico cinematografico iscritto al SSNC, Guido Gentile.

E per dirla con le sue parole: “Le sale rappresentano per lo spettatore la memoria e l’emozione, che i giovani forse stanno perdendo. Il cinema, come il teatro, è un’arte che va condivisa. Ecco, dunque, che il mio invito è quello di collaborare per combattere quell’invidia atavica che da sempre aggredisce Taranto.”

Photo credits: Adriano Di Giorgio

2 commenti
  1. Anna Vozza
    Anna Vozza dice:

    Mi piacerebbe essere protagonista con la declamazione a memoria dei miei versi dialettali inediti e tratti dalla mia raccolta ” Tarde, amóre e fandasìje”…
    Il nostro dialetto scritto si sta perdendo ed io cerco di avvicinare chi mi ascolta , non solo al teatro e alla tarantinità, ma anche alla voglia di scrivere nella nostra lingua.. Il 28 Luglio sarò al castello aragonese per un evento culturale che mi vedrà declamare in pubblico con altri poeti…mi piacerebbe incontrarvi.

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    • Stefania Ressa
      Stefania Ressa dice:

      Te lo auguriamo Anna! 🙂 Perché non provi a contattare i proprietari… siamo sicuri che ci farebbero un pensierino. E facci sapere, eh! Per l’evento del 28 luglio, scrivici che cerchiamo di non perdercelo! Grazie! 😉

      Rispondi

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