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L’Umano Sistema Fognario, ovvero come osservare Taranto nel bene e nel male

Taranto non sa che ha dato i natali ad uno dei più grandi scrittori italiani contemporanei.

I tarantini pensano che per Argentina s’intenda esclusivamente la patria di el Diego Maradona o di Lionel Messi; Buenos Aires e pampa desolata. Cosimo Argentina, docente di diritto classe ’63, ha iniziato a pubblicare romanzi nel 1999, con “Il Cadetto”, che vince il “Premio Letterario Edoardo Khilgren-Sezione opera Prima”.

Prolifico come un Riganò dei bei tempi – ma con tanta qualità in più nei piedi, cazzo, scusate, nelle mani e nel cranio -, Argentina scrive capolavori come l’acclamato “Cuore di Cuoio” (Sironi-2004), “Vicolo dell’Acciaio” (Fandango-2010), “Per Sempre Carnivori” (Minimum Fax-2013) e “Maschio Adulto Solitario”, un romanzo devastante, una bomba carta fatta riempita di chiodi fatta esplodere da un pazzo Unabomber negli uffici del procuratore distrettuale. “Maschio Adulto” viene mandato alle stampe, nel 2008, da un editore leccese, Manni. Che punta anche quest’anno su Cosimo Argentina, pubblicandogli “L’Umano Sistema Fognario”.

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Vi faccio un prologo giusto per riassumervi i contenuti dei libri di Argentina: dolore, rabbia, pallone, Taranto nel bene e nel male (e cioè nelle sue pagine ci becchiamo tanto le metastasi diffuse causa ILVA quanto i tramonti impareggiabili sulla litoranea, dalle parti di Saturo), protagonisti mitici e non-protagonisti LEGGENDARI.

Il debosciato di turno è Emiliano Maresca, un magazziniere che lavora nel quartiere inconsulto posto tra la masnada-ghetto del Tre Carrare e la Concattedrale. Un quartiere anonimo. Anonimo è Emiliano, o forse no, anzi: Emiliano spacca. Ha brufoli gialli come crema pasticcera, capelli unti tipo olio di panzerotto, occhiali spessi, panza crescente e… e ha una madre morta nel congelatore. Sì, la madre è morta e lui, per conservarne la pensione, le spacca l’osso del collo a colpi di coperchio di pentola e la schiaffa tra bottiglie di Raffo e legumi.
SDRANGH!

Cosimo Argentina

Cosimo Argentina

Va da sé che sia un tipo, come dire, complicato, questo Maresca. Ad aggiungere l’acido nitrico al solforico ci pensa la madre di Em un attimo prima di morire: gli rivela il nome del padre che non ha mai avuto. BANG, ecco a voi un dosaggio definitivo di nitroglicerina.

Emiliano si barcamena tra sussistenza vitale con gli amici ancor più abietti di lui (Marcello culo d’uccello e Benito) e l’apotropaica Anansa, figlia del suo capo, che Emiliano venera come un asceta. Insomma, Emiliano vuole vendicarsi dell’assenza del padre, del suo essersela svignata sul più bello. E scopre, il buon Em, di avere anche due sorelle germane, le orribili (beh, lui non è che sia un paraculo) Diamante ed Esmeralda.

La dinamite che serpeggia nel cranio di Emiliano Maresca viene fomentata da un numero imprecisato di note heavy metal, altra devozione del caro Maresca, e dall’ideologia ultranazista alla quale il Nostro si sente d’appartenere.

“L’Umano Sistema Fognario” potrà non piacervi. Potrà farvi sboccare, sorridere, odiare l’autore. Se leggete libri da supermercato capace che manco lo finirete. E però…
Però Argentina v’entrerà nel cervello come un’infezione. Lenta, inesorabile, poderosa. Argentina, nel romanzo, dà pieno sfogo alle sue velleità stilistiche, spadroneggiando con un dialetto vorace e con neologismi al limite della follia. La narrazione è veloce e le centottanta pagine nemmeno le senti. Inoltre Cosimo maneggia il lirismo a modo suo:
“Il sole è un copertone incendiato mollato lì, sul ciglio dell’universo.” beh, è un incipit di capitolo eccezionale.

Cosimo Argentina

Cosimo Argentina

Come è eccezionale la parte che si svolge all’Aquila d’Orange, pub del centro di Taranto:

“La gente è rotta. Ogni volta che entro in un locale ne ho la conferma. In giro non ci sono esseri umani ma cocci, schegge, frattaglie… se ne stanno gli uni accanto agli altri dando l’impressione di essere irrimediabilmente fottuti (…) una massa sfrigolante di uova e pancetta umane.”

Potrei dirvene mille, di motivi per amare Argentina. Ma la verità è che lui scrive per tutti eppure quelli che lo seguono, come me, sono una setta cattiva che capisce e respira le paranoie messe su carta e inchiostro da Cosimo.

Detto ciò, poiché siamo una setta dedita a cannibalismo e necrofilia, andatevi a comprare “L’Umano Sistema Fognario” in libreria altrimenti i prossimi sulla lista state certi che siete voi.

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