artigianato

Ti presento 4 artigiani tarantini, eccellenze locali dalle mani d’oro

Ho fatto quattro chiacchiere con alcuni designer a artigiani tarantini. Eccellenze locali di cui andare fieri.

Giuliano, dal legno al design

Il primo passo nel mondo del design l’ha fatto in una falegnameria. Primo lavoro? Smantellare un pavimento in legno. Sul finire degli anni ’90 Giuliano Ricciardi, tarantino doc, incomincia a percorrere la sua strada nel mondo dell’artigianato e del design ed inizia dal primo gradino.

Dal falegname Gioacchino Salvago, Giuliano apprende l’arte di lavorare il legno, realizza i primi componenti d’arredo e si cimenta nei lavori di restauro commissionati al suo “maestro”. Dopo qualche anno, sviluppa la voglia di produrre in proprio, di affinare la tecnica. Decide di lasciare il laboratorio di falegnameria ed avvia collaborazioni con studi di architetti e con piccole imprese del territorio.

Giuliano Ricciardi

Giuliano Ricciardi

Per completare il suo percorso di formazione decide di iscriversi all’università, a Bari, al corso di laurea in Interior design. Nel 2009 fonda il d-lab studio (www.dlabstudio.it), un vero e proprio laboratorio di idee per l’interior e il product design. E da qui prendono vita: il tavolo “Chiglia”, classificatosi al secondo posto al concorso “Tra le briccole di Venezia “ed esposto all’evento Fuorisalone “Juice” durante la Milano Design Week; il concept “Goccia” selezionato per l’evento Design To Business svoltosi a Bari; il concept “Y” e lo sgabello “Come mi vuoi”.

“Bisognerebbe riconvertire l’economia – afferma Giuliano, che ha iniziato delle collaborazioni con il Coffice di Putignano e con il Cactus Hub di Taranto e sulle possibilità di sviluppo del settore a Taranto è netto:  -, gli imprenditori dovrebbero cambiare totalmente produzione, cancellare ciò che si è creato negli ultimi sessant’anni e ricominciare, ricreare quelle professionalità, che per colpa della grande industria sono andate ormai perse. Alcune prospettive non vengono colte, sarebbe stato bello con tutto il legname ricavato dall’abbattimento degli alberi per la realizzazione della pista ciclabile in viale Magna Grecia e le biciclette dell’AMAT abbandonate, ridisegnare gli arredi urbani, creando lavoro e cooperazione tra gli artigiani e sensibilizzando la popolazione sul tema del riciclo”.

Giuliano Ricciardi

Giuliano Ricciardi

L’anima vintage di Maria

Maria invece incomincia da casa sua. Ha una famiglia numerosa dove è buona tradizione “passarsi i vestiti” e lei, poco più che bambina, guarda ammirata la mamma che fa piccoli lavori di sartoria. Nell’adolescenza si diverte a girare per i mercatini vintage, sempre in cerca di stimoli per creare, personalizzare il suo stile. Per anni lavora in un call-center ma la sua passione non si assopisce e decide di frequentare l’Accademia de Rubertis, finita la quale lascia il lavoro e con i soldi risparmiati incomincia ad acquistare i macchinari professionali. Nasce così nel 2013 dalla creatività di Maria Martinese, Oi Marì.

Maria

Maria

 

La collezione Restyling rappresenta il suo modo di intendere la moda e il vestirsi e tirando fuori dall’armadio i vestiti vintage acquistati qua e là per mercatini, riesce a creare una splendida collezione vintage. Oltre a questo lavora come costumista per videoclip musicali, collaborando con 99 posse, Krikka Reggae e Mama Marjas.

Progetti futuri? Maria vuole aprire una bottega di sartoria vintage in città vecchia, proprio perché crede che sia necessario recuperare oltre i vestiti, anche i luoghi. E l’artigianato a Taranto? “L’artigianato è romantico, la moda non è solo il mondo dell’alta moda, delle griffe, ma della storia che c’è dietro, la progettazione, la mono d’opera, dare un senso, un’emozione alle proprie creazioni. Bisogna indirizzare le nuove generazioni ad avere un approccio differente e creare interesse intorno al mondo dell’artigianato”.

Alessandra e Francesco, mani di… alluminio e la sfida Speriment.ale

Alessandra, invece è una bambina precoce, già all’età di dieci anni realizza i primi bracciali e orecchini con filo di rame e perline in plastica. Il padre lavora il legno realizzando quadri con la tecnica del traforo e la mamma si diletta a dipingere. Negli anni universitari, frequenta un corso da orafo, a Bari, e si specializza da subito nella tecnica del traforo, facendo una scelta ben precisa: utilizzare metalli non preziosi. L’idea è quella di realizzare un manufatto che abbia una natura sostenibile, il valore aggiunto sta nella tecnica e nella precisione della realizzazione, il metallo più utilizzato da Alessandra Pischetola è l’alluminio, riciclabile infinite volte.

sperimentale

Francesco Maggio, incomincia guardando il nonno falegname e a lavorare nel suo laboratorio, prendendo il primo contatto con gli attrezzi. Durante gli anni dell’Università tra impegni di studio e lavoro, non coltiva questa passione nata in tenera età sino a che non incontra Alessandra e nasce subito un’intesa. In una sera d’estate Francesco con l’aiuto del papà di Alessandra, realizza un espositore, in legno ed è così che incomincia la loro avventura insieme nel mondo dell’artigianato. Incominciano a girovagare per concerti e sagre, si trovano a dormire in spiaggia, in tenda, ma hanno la determinazione di chi ce la vuole fare a tutti i costi.

Pochi anni dopo nasce Speriment.ale, Alessandra affina la tecnica e Francesco incomincia a realizzare componenti d’arredo, portagioie, piccoli pensili a muro, utilizzando prevalentemente legno d’ulivo e materiale di recupero.

E dai mercatini si passa alle esposizioni: negli eventi organizzati dalla Cool Hunter Italy sono presenti a Milano in vari eventi del Fuori Salone, Artigianato in Fiera e la Settimana della moda; con la collana Neckcafè e la spilla RiScarto, interamente realizzate con materiale di riciclo, sono nelle mostre internazionali di Recicla Madrid, Drap Art di Barcellona e Creatyclè di Oporto.

Alessandra e Francesco stanno creando di ritagliarsi uno spazio nel mercato proponendosi ad alcuni negozi di Milano, Roma , Firenze, Venezia, riscuotendo un discreto successo. C’è in loro voglia di espandersi attraverso la collaborazione con altre realtà per realizzare componenti d’arredo ed abbigliamento.

“Ci sono molte potenzialità e capacità – dice Francesco – ma a volte manca l’interazione e questo va a scapito dell’intero settore dell’artigiano. Ancora dobbiamo fare dei passi avanti in termini di condivisione e cooperazione”.  “Proprio da questa esigenza di unire diverse professionalità nell’ambito dell’artigianato – aggiunge Alessandra –  nasce il progetto La Factory.

Cos’è La Factory? “Una comunità di artigiani. Dopo anni di girovagare per l’Italia, ci siamo resi conto che in Puglia non ci sono molte occasioni per fare rete, per condividere. Da qui nasce l’esigenza di creare un posto, nel quale essere visibili. Dare centralità alla professionalità dell’artigiano, offrendogli uno spazio espositivo, un luogo che porti il visitatore ad un acquisto consapevole tramite l’interazione tra l’artigiano e il cliente.”

La Factory nasce quest’estate ed è già stata ospitata dal Villanova. Per Pasquetta, invece, il progetto approderà alla Masseria Fornaro all’interno dell’evento organizzato dalla BRAVO Live & Management.

Non mi resta che fare un grande in bocca al lupo a questi ragazzi e invitarvi a visionare i loro lavori, realizzati con amore e passione nel rispetto dell’ambiente e in un ottica anticonsumistica.

Keep calm and buy handmade.

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