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5 cose che Bukowski farebbe se fosse vivo e arrivasse a Taranto

Sono ventuno anni e ventuno giorni senza un grandissimo scrittore. Un maledetto, quest’è certo. Uno che non te le mandava a dire che tagliava lingue e dita con le sue parole affilate. Ho immaginato Bukowski a Taranto ed ecco cosa è venuto fuori.

Bukowski Charles, nato nel 1920 in Germania e morto nel 1994 a San Pedro, California, è stato uno degli ultimi grandi Scrittori. Perché signore mie e signori miei c’è Scrittore e scrittore: quello con la esse minuscola è un bravo cristo che scribacchia romanzetti disimpegnativi da ombrellone, trame fiacche e personaggi inetti. Poi ci sono quelli come lui… come Hank.

Hank ormai è morto, ma sono sicuro che a San Pedro ogni giorno un cerebralmente fottuto idolatra dello stile Bukowskiano versi un cicchetto di whisky sulla sua lapide.

Beh, il vostro Rufola ha ricordato Bukowski a modo suo: ho bevuto una confezione da sei di Heineken e due bicchierozzi di scotch in ghiaccio. Al che, col delirio alcolico che scodinzolava per i neuroni, m’è venuta l’idea:

ma se Bukowski fosse vivo, come si troverebbe a Taranto? Come potremmo soddisfare le sue voglie?

“Mioddio, Hank, da dove potremmo iniziare? A te piace la birra… e non potevi incappare in una città migliore per berne a litri, specie che è economica.”

“Ragazzo, non so tu, ma io c’ho una sete dannata. Piantala con ‘ste stronzate e rimediami da bere!”

Hank ha la faccia butterata e tutte le ragazze che incontriamo si scansano appena incrociano i suoi occhi a fessura e la camminata da gorilla arrapato.

Cazzo, sono in compagnia del magico Charles Bukowski… a Taranto!

Scoprire la Raffo

La situazione si fa pesante perché siamo in un baretto dozzinale in via Cesare Battisti e allora suggerisco ad Hank di svicolare verso la nostra promenade, il lungomare.

“Castro, sentimi… prendiamoci una birra, eh?”

Per Bukowski niente di meglio che d’una sana, inesplicabile, ghiacciata Raffo. Ne compriamo due a testa e ce le scoliamo camminando e raccontandoci i fatti nostri.

Il sole cala drasticamente alle nostre spalle e quando raggiungiamo l’imperioso lungomare tarantino c’è questa palla ross’arancione allucinogena che si fonde con l’acqua violacea e persino Hank, un nichilista rinforzato, ammette che ‘sta cittadella italiana gli è congeniale.

“Ma quant’è che viene ‘sta birra? Buona, eh, per carità, niente a che vedere con quelle che compravo quando lavoravo alle poste…”

“Costa un euro e venti, compare!”

“Compare?”

“Compare! Amico, uomo, socio! Compare!”

Hank si dilegua e va a comprare dieci Raffo da spartirci mentre il sole cerca di non soccombere alla luna.

Io, Castro Rufola, sono costantemente stressato, perché voglio che con Hank vada tutto nel verso giusto.

“Scusa Hank, ma va tutto bene? Te non mangi mai?”

“Mangiare è superfluo… certe volte ci vuole una bistecca grossa con un’insalata piccola, o uova e pancetta, ma adesso sto bene, grazie.”

Incredibile. Quest’uomo che appare come un cattivo sodomizzatore è in realtà pacato, educato e discretamente sensibile.

Gustare la puccia

Ma Bukowski non è tipo da birretta e via. E io ho bisogno di carboidrati perché il mio muscolo da bevitore è poco sviluppato. Sicché lo invito a cena e ci prendiamo due pucce alla vampa, riempite con tutto e il contrario di tutto.

“Tutto bene?”

“Ehi, amico, smettila di chiedermi come va. Se non sto borbottando o altro vuol dire che va tutto bene, rilassati.”

Tracannare Primitivo di Manduria

“T’andrebbe del vino?”

“No, no… una volta, mentre andavo al city lights di San Francisco per un reading, mi hanno fatto ubriacare con del cheap italian wine che faceva vomitare, ti giuro… vino italiano proprio no. Non t’offendere.”

Ma caro Bukowski, Taranto offre delle cantine prestigiose e del nettare primitivo che non t’immagini. Insisto per fargli bere un sorso di Primitivo di Manduria raccattato in una bottiglieria del centro.

“Che cazzo… se la smetti di rompermi le palle lo bevo, d’accordo?”

Il volto all’acne di Buk s’illumina. Ha assaporato la potenza del Primitivo.

“Wow, kid, questa è roba forte! Divina! Se mi trovi una radio che trasmetta Mahler hai vinto a mani basse!”

Ammirare il Ponte Girevole

Rimaniamo come dei babbi seduti sulle panchine di marmo bianco davanti al Ponte Girevole e chiacchieriamo di filosofia, musica, scopate e ricordi d’infanzia.

“Certo che in Donne ti lasci proprio andare…”

“Ma mi vergogno, sai, di quello che facevo in quel periodo… tutti pensano ch’io sia un bastardo, e forse è vero… ma non totalmente. Se leggi i miei libri t’accorgi che, in media, tratto peggio gli uomini delle donne.”

Beviamo due bottiglie di vino e io sto per abbandonare la realtà, mentre lui strenuamente resiste e chiede un superalcolico.

E che gli posso offrire, scotch? Ma non è indigeno! Whisky a Taranto non se ne produce!

“Dai Hank, torniamo a casa che sono stanco…”

“No. Ci vuole un ultimo brindisi.”

Andare a zonzo per piazza Garibaldi

Il lampo di genio mi coglie all’improvviso.

Trascino Bukowski fino ad un bar rincagnato in un palazzo storico che s’affaccia su piazza Garibaldi. Facce da galera, nocche tatuate e lacrime d’inchiostro sotto le guance. Hank s’intende benissimo coi presenti, io un po’ meno.

“Due Borsci in ghiaccio, per favore!”

“No, no ice per me, liscio!” fa Hank.

Hank s’approccia al liquore san marzanese. Gli sembra liquame, dice.

“Buttalo giù! Alla goccia!”

Sorride e vedo tanta umanità sul suo volto, molta più di quella che puoi cogliere in chiesa o nei romanzetti sdolcinati. La sua è UMANITÀ verace.

“Dolce, dolce… ma brucia e ha un sapore hardcore. Kid, che bella bevuta che ci siamo fatti. Onore a te e a questa città particolare. Sai, no, ci sono quelle ciminiere del cazzo là… e m’hai raccontato della politica avvizzita. Ma non dovete demordere perché prima o poi ne verrete fuori. Cristo, amico, sono riuscito a venirne fuori io…”

Mi sono svegliato con le tempie che pulsavano come tamburi africani djemba.

Pensavo d’essere con Hank e invece ero a casa mia, per terra, con una bottiglia di Heineken in mille pezzi e un libro di Bukowski dato alle fiamme.

Comunque, c’è da ammetterlo…

Se lo dice Hank, che ci possiamo risollevare, allora c’è da crederci.

CIN CIN, CHARLES!

 

Photo credits: it.wikipedia.org/wiki/Charles_Bukowski (img in evidenza)

 

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