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Le cose più stupide da NON dire a un tarantino

Sfatiamo il mito secondo cui Taranto è immune da forestieri, che a Taranto ci sono solo i tarantini e che i turisti sono un’utopia degna del più celebre testo di Tommaso Campanella.

Malgrado il tarantino non venga riconosciuto per quel provincialismo conclamato tipico di alcune città settentrionali (Firenze o Milano, senza fare nomi), avverte una malcelata ostilità quando il forestiero di turno – che c’è e si vede – gli sciorina un pamphlet di detti e luoghi comuni che farebbero rizzare i capelli pure a Galliani.

E si sa, qui nel profondo sud siamo tipi veraci, diretti e la sonora bestemmia è praticamente all’ordine dell’incazzamento. Soprattutto quando – venendo da “fuori” – ci fanno sanguinare le orecchie con le seguenti domande e affermazioni.

1. Sei di Taranto Taranto?

Una domanda che ho sempre fatto fatica a capire. Cosa minchia significa essere di Taranto Taranto? Sarà che per gli “stranieri” d’Italia Taranto sia divisa in due, spaccata visceralmente in Taranto Taranto e Taranto una volta sola. Riferimenti male espressi ad origini provinciali? Può darsi, in quel caso però se uno è – cazzonesò – di Lizzano, affermerà di essere di Lizzano. (N.B. per questa affermazione nessun lizzanese è stato maltrattato.)

2. Taranto=Ilva

Ok, tutti d’accordo sul fatto che le ciminiere assassine non siano un bel biglietto da visita per Taranto. Tutti d’accordo anche sul fatto che l’odore di gas, non appena metti piede in città, penetra – come fosse un coltello affilato – i polmoni. Però, dio santo, dire che Taranto sia soltanto una costola dell’Ilva, mi pare una cosa un tantino eccessiva, direi aberrante, senza troppi giri di parole. Ma poi, caro forestiero, non mi risulta che le vacanze ad agosto tu le trascorra all’ombra della Madunina. Sulla gondola o sul Ponte Vecchio a squamare per il caldo. A casa mia ci vieni, eccome. Ti abbuffi di cozze, pucce, latticini come se piovesse; riponi felicemente le chiappe a mollo nelle acque salentine, tracannando litri di birra Raffo ad un euro, iva inclusa.

3. Avete le vocali chiuse

Noi avremo anche le vocali chiuse e masticheremo pure parole incomprensibili, ma – mannaggiadellamiseriasantissima – tra il “cosa minchia te ne frega” e il “cusa (data la notorietà della nostra o assimilabile ad una u) minchia te ne frega”, il concetto è piuttosto chiaro e conciso. Convieni?

4. I tarantini sono troppo espansivi

Diamine, di chiuso abbiamo già le vocali. E sì, siamo espansivi, accoglienti, passionali, caciaroni e con uno spiccato senso dell’umorismo. Immaginiamo la difficoltà, per uno che non è nato sotto i raggi del sole del sud, coccolato con friselle e delizie fatte in casa, ad ambientarsi. Così come è difficile per un tarantino fuorisede abituarsi ai cieli tediosi del nord dove, dopo essere “sceso” in terronia, rimpiange puntualmente di non aver allevato mucche e pecore per poi vendere latticini in piazza Fadini.

5. Il Taranto F.C.

Astenersi dai commenti calcistici velenosi. Non toccateci il Taranto perché potremmo imbavagliarvi con qualche bandiera di fortuna. Evitate anche di dirci che la serie D ce la meritiamo o di paragonarci ai baresi. Lotta assicurata e teste aizzate in memoria di Iacovone.

 

Photo credits: Paolo Neoz (img in evidenza)

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