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3 luoghi di Taranto dove fumare i vurpi

Dite la verità: un vurpo, che sia uno, ve lo siete fumato almeno una volta nella vita. Senza moralizzare troppo, ci sono 3 location di Taranto Centro dove sembra di trovarsi in un coffee shop di Amsterdam, piuttosto che su via d’Aquino.

La prima volta che ho fumato una bomba era di sabato. Sabato sera, davanti alla scuola Bettolo. Si creava il follone in quegli anni là davanti, ragazzi in skateboard e con le montana cans spray, jeans karl kani e c’era sempre qualcuno che aizzava una sfida di rap freestyle.
Nella fase chimica ci si trasbordava en masse al Tarentum e bevevamo Raffo e mangiavamo pucce come se non ci fosse un domani.

Mi dispiace se i benpensanti col paraocchi (una delle tante variabili che hanno distrutto Taranto) sentono offeso il loro senso pudico: I DON’T GIVE A FUCK. No me ne futt’ nind. C’è da dirlo coi polmoni tesi e spalancati: a Taranto centro si fumano vurpi, canne, cilotti – chiamateli come volete – in quantità industriale e spesso sotto lo sguardo a metà tra l’inorridito e l’esterrefatto dei cittadini. Abbiamo piazze adibite allo smercio e piazze adibite al consumo, viuzze che fungono da antipasto e altre a cui fare affidamento per fughe dalla questura.

Non vogliamo denunciare né moraleggiare su nessuno, sia chiaro: come diceva Céline, l’indomito Céline, bisogna essere tutt’al più cronisti, ed è questo che mi pongo di fare.
A voi! Ecco 3 location di Taranto Centro dove sembra di trovarsi in un coffee shop di Amsterdam, piuttosto che su via d’Aquino.

Chiazz du vurp gigand a Taranto

Chiazz du vurp gigand a Taranto

1. Piazza Carbonelli

I vurpi qua vanno e vengono a ciclo continuo, riesci a sentire meglio il rumore della cartina rollata o dell’accendino che squaglia il pezzetto di fumo che non il traffico circostante. Sarà per la vicinanza alla città vecchia o per la pseudo vegetazione che ne occlude parzialmente la vista, Piazza Carbonelli diventa ogni week end una commistione di alternativi freakketoni e cozzari corazzati che si piombano a dovere l’ultimo briciolo di sostanza psicoattiva.

2. Villa Peripato

Memorabilia su memorabilia. La Villa Peripato non è esattamente Central Park, perciò ci sono degli anfratti nevralgici dove la cappa bianca permane in maniera assai superiore alla diossina della vicina ILVA. Occhio però: m’è capitato di trovarci il blindato della questura a perlustrare il perimetro, quindi siate invisibili ed evitate assembramenti numerosi. Il consumo di cannabinoidi viene protratto specialmente nella zona dell’entrata principale su piazza Kennedy, imboscati tra panchine scrostate e topi che scorrazzano in libertà.

3. Abbasc’ a Lungomare

Qui è per i capitani coraggiosi, perché puoi trovarci tanto lo psicopatico di turno con il coltello in mano quanto il battitore anale che vorrebbe perlustrare le tue vie rettali. Di notte meglio essere compatti e cazzuti, c’è il rischio di santa inquisizione dei caschi blu ma in misura minore rispetto a, che so, villa Peripato. Uecchje apìrt, insomma. Però fumarsi un vurpo guardando le onde che tentano d’abbattere le rocce e gli scogli, con la luna a dominare il cielo nero, è un privilegio riservato ai cuori duri.

Adesso ci sta una joint venture con molto joint e poco venture, se non vi dispiace.
Alla prossima, compañeros!
(Ricordatevi che mo’ siete grandi e vaccinati… fumatevele a casa, le canne, ché rischiate di meno)

Photo credits: www.italipes.com (img in evidenza) – Ilaria Albano (img interna)

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