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Il tarantino al mare: se lo conosci lo eviti

L’estate a Taranto è iniziata da un pezzo e le spiagge, come da manuale, si popolano copiosamente di tarantini dall’aspetto inconfondibile: infradito ai piedi, borsa frigo sotto un braccio e gazebo sotto l’altro.

Perché, diciamolo, il tarantino al mare ha un aspetto inequivocabile. A partire dall’abbigliamento.

Ciabatte, maglietta e rosario

Un look che sembrerebbe sobrio (rosario a parte), tipico di un normale esemplare umano che si accinge a dirigersi in spiaggia. Invece no! Perché, a meno che non abbia il fisico – cazzonesò – del Discobolo di Mirone o dei Bronzi di Riace mi pare un tantino inopportuno sfoggiare canotte bianche attillate e slippino reggipalle. Se poi decori il petto villoso con un rosario fosforescente (cit. Celino) e indossi sandali di fortuna da fare orrore ai tedeschi,  capisci bene che il dubbio che Darwin abbia commesso qualche errore nella teoria sull’evoluzione della specie è quanto più possibile lecito.

crocifisso

Parmigiana, gazebo e barbecue

Esiste una legge sociale secondo cui non sei un tarantino doc se non ti concedi almeno uno spuntino sulla spiaggia con la parmigiana preparata con tutto lu core dalla mamma e farcita con ogni ben di dio. Roba da prova costume rimandata all’anno del mai. Non solo: per ricreare l’atmosfera domestica dei pranzi luculliani a casa della nonna, il tarantino al mare ci va con gazebo e barbecue al seguito. Arriva, si appropria di una fetta di spiaggia – magari a ripa di mare -, pianta la sua bandiera da conquistadores e, indefesso, costruisce la sua dimora mobile. Tutto il resto è noia.

mangiare

Accampamenti

Non è solo una prerogativa di Ferragosto, gli accampamenti sulle spiagge tarantine sono all’ordine del giorno durante la stagione estiva. Asciugamani rigorosamente attaccati, spazio vitale tra un bagnante e l’altro inesistente e gente che si acquartiera dalla sera prima. L’idea di avere a disposizione anche solo un metro quadro di spiaggia libero, viene rigorosamente annientata.

Trucco parrucco e protesi

Al mare non sei abbastanza phyga se non indossi una parure di gioielli e non sei truccata come Belen in un servizio fotografico nella grotta di Zinzulusa. Mi sono avventurata ultimamente in alcuni stabilimenti balneari tarantini – quelli fescion assai, ehe ammetto di aver subìto uno scompenso ormonale di fronte a signore e signorine che sfoggiavano make-up della madonna, capelli perfettamente ordinati e un viso incorniciato dal botulino. Io, in confronto, apparivo un’indigena dell’Uruguay.

Macchine sulle dune alla catzum

Se il tarantino quando guida ha qualche difficoltà (provata scientificamente), figuriamoci quando parcheggia. Perdere tempo a trovare un posto per la macchina che sia degno di essere chiamato così, è un’opzione non contemplata soprattutto quando devi andare al mare. Ed ecco che sulle dune, a ridosso della carreggiata e di fronte alle spiagge, si gioca a Tetris: cioè, parcheggi alla catzum e bestemmioni assicurati.

 

Photo credits: blog.edreams.it (img di copertina) – www.dissapore.com (2°img)

 

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