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Altro che foto arcobaleno, partecipa alla campagna rivogliAMO Taranto

In questi giorni centinaia di persone stanno sostenendo la causa #lovewins in seguito alla decisione della Corte Suprema statunitense sulle unioni gay. Ed è subito arcobaleno. Scopri cosa abbiamo in mente di fare.

S’è parlato tanto d’amore e di unioni in questi giorni, ci siamo sciacquati la bocca con perle di saggezza da far rabbrividire pure Federico Moccia. Abbiamo addirittura pensato che bastasse tratteggiare con i colori della bandiera della pace l’immagine del profilo Facebook per apparire i paladini della battaglia #lovewins, sposando una causa che magari non ci appartiene affatto se non nella misura in cui ci appartiene quella delle colf maltrattate da Naomi Campbell.

Questo fatto dell’amore è complesso e questo fatto di dover etichettare ogni singolo segmento della vita mi inquieta, lo ammetto. Anche perché cazzonesò io di cosa si provi ad amare una persona del mio stesso sesso, a dovermi trincerare dietro i pregiudizi, le paure e le banalità della società; dilaniata dagli sguardi indiscreti della gente e dalle dita puntate contro come kalashnikov. No, ecco, non lo so.

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Però so che se ogni tarantino avesse mostrato di essere dalla parte dell’amore per la propria città con la stessa determinazione e la stessa convinzione con cui qualche giorno fa ha modificato la foto del profilo Facebook, avrebbe alimentato una battaglia forse ancora più importante. Almeno per i cittadini della Terra dei Due Mari.

Perché l’amore va ben oltre le carni; amore è anche saper vivere civilmente e cogliere il bisogno di una città in malora. Malata. Distrutta nel profondo. Disturbata dai “ce me ne futt” ridondanti e dalle minacce della Chiesa che millanta misericordia e amore per poi condannare i “fedeli ai color arcobaleno”. Al diavolo.

Ecco, a tutto questo io e Se Dico Taranto rispondiamo con una campagna, #rivogliAMO Taranto, in cui invitiamo tutti i tarantini fuorisede a fotografarsi con un cartello e l’hashtag di riferimento di fronte ad un monumento caratteristico della città in cui si sono trasferiti; e invitiamo i tarantini che invece sono rimasti, a fare lo stesso.

Ci proviamo?

Siamo tutti coinvolti, nessuno escluso.

Perché c’è bisogno che quando si cammina per le strade, non si rischi di inciampare nell’inciviltà di chi, incurante, getta per terra carte e cartacce come se non ci fosse un domani.
Perché è dalle piccole cose che dobbiamo ripartire.

C’è bisogno che si consegnino le chiavi della città a chi lo merita davvero. Ah, la meritocrazia… questa sconosciuta.

C’è bisogno di rimboccarsi le maniche e di parlare di riqualificazione, riconversione anziché di tette e culi.

C’è bisogno che quando si va a Taranto vecchia si passeggi con il naso all’insù senza il timore di essere scippati o, peggio ancora, minacciati a suon di “vaffanculo” e “t’accid”. Che quando si fanno delle domande, si abbiano delle risposte sensate e concrete e che quando si vuole agire o lavorare secondo le regole non si paventi il rischio di essere declassati, affossati da subdoli compromessi e mazzette.

C’è bisogno che quando osserviamo l’Ilva, pensiamo alle inchieste sull’ambiente svenduto e alle sfilate di barelle negli ospedali di Taranto dove ogni giorno decine di bambini e famiglie vomitano il dolore per un’esistenza insana. E ingiusta, perché nessuno sceglie di soccombere in una corsia d’ospedale.

Ecco, basterebbe un po’ d’amore per Taranto. Un po’ d’amore per la città che ci accoglie. Basterebbe un po’ d’amore, nient’altro.

Basta che #rivogliAMO Taranto.

Per partecipare alla campagna invia la tua foto – che sarà pubblicata insieme alle altre in un album sulla Pagina Facebook di Se Dico Taranto – specificando il nome e il luogo dove è stata scattata:

 

Photo credits: Davide Lotta (img in evidenza)

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