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L’estate (maledetta) del tarantino fuorisede

L’estate del fuorisede è una delle torture formalmente mai ufficializzate ma che miete ogni anno un’immensità di vittime cerebrali.

Perché se non si fa la calata natalizia o primaveraleggiante di Pasqua al massimo si perdono i contatti gustativi con le parmigiane e le cozze, d’estate invece oltre ai piatti materni devi pure sopportare una lista di cose che solo a scriverle vorrei prendere un ombrello e scagliarlo come una lancia medievale al centro del mio televisore, così, per fare qualcosa e non morire di caldo.

Si potrebbe iniziare dicendo che l’estate del fuorisede è di base deprimente. Specie se la sessione s’inoltra fino alle idi di agosto e lì sono cazzi. A casa tua di Taranto c’hai l’aria condizionata tanto per incominciare, quassù sei un povero bohémien sbandato che convive con quattordici molisani e abruzzesi e sicché devi arrangiarti anche col consumo d’ossigeno. Diventi un re se riesci a comprarti una “pala a vento”.

Studiare è pressoché deleterio. Manco impossibile, fa male. Se ti metti a studiare finisci con il primo strato di pelle che s’infiamma e bruciori localizzati tra gomito e spalla vengono causati dal contatto perdurato col tavolo in legno IKEA. Il sudore staziona tra le scapole e le tempie pulsano e capisci empaticamente i killer della domenica di ferragosto che sclerano per i 58 gradi e a colpi di baionetta sterminano la stirpe.

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La risposta al caldo

Di conseguenza per studiare ci si arrangia: biblioteca, casa di amici ricchi – che schifo i poveri – oppure (nel mio caso) si fa amicizia con il panzone magazziniere del Carrefour e ti fai piazzare due scatoloni di cartone nello spogliatoio con l’aria condizionata e studi la semiotica là, tra casse d’acqua e candele.

Per strada i picchetti di sosta nei negozi sono rigorosi, sei felice di accompagnare la tua ragazza ai saldi purché ci si fermi nelle catene principali come ZARA-MANGO-H&M ché lì c’è la temperatura siberiana. Beeello, ti metteresti anche a dormire, seduto sulle colonnine quadrate nere di Zara, per recuperare le ore di sonno perse causa materasso inzuppato di sudore dolciastro.

Fin qui comunque tutto nella norma. L’inculata arriva quando devi vedere la mandria di terroni dimmerda come te che però se ne sta a Taranto da metà giugno – ma quando cazzo studiate?! – e pubblica su Facebook foto di mareggiate con sfumature più chiare e limpide giorno per giorno. Raffo, beach soccer, onde trasparenti… vaffanculo.

Le piscine: hobby del weekend

Io mi sono mangiato un pezzo di samsung per l’odio. E lo sconforto maggiore è che tu c’hai le piscine, come hobby del weekend per non soccombere alla calura. Cazzo! LE PISCINE! RISCHIO GONORREA! In quella dove sono andato io volevo anche farmi il bagno, poi c’era ‘sto bagnino col pizzetto calabrese che ha lucculato qualcosa alla radio e c’erano delle palline galleggianti marroni che mi facevano senso, e col retino mister pizzetto s’è improvvisato ACCHIAPPAMMERDA.

Le piscine del nord, le piscine in generale, sono schifose… feccia. Orrore. RACCAPRICCIO! E poi se siete dei fuorisede milanesi noterete di certo i maledetti ignoranti che si fanno il bagno nel Naviglio. O anche in quel secchiello artificiale… com’è che si chiama quella fogna di posto con l’acqua artificiale? Ah? Idroscalo. Già. L’idroscalo. Ma convinti vanno, i milaneeeesi. Convinti! Che sarebbe da prenderli a manrovesci con le nocche che spaccano gli incisivi.

Bagni nel Naviglio, ne abbiamo

Bagni nel Naviglio, ne abbiamo?

In sostanza i fuorisede non se la passano bene. Sarebbe meglio chiudere le tapparelle, sdraiarsi sul letto e ripetere a oltranza “è tutto un brutto sogno è tutto un brutto sogno è tutto un brutto sogno è tutto un brutto sogno…”
E poi il caffè freddo che qua ti danno il caffè in ghiaccio e volano bestemmie, il vento che non arriva mai, la pelle che vorresti lacerarla e farci un cappotto per l’inverno…

Che dirvi?
Resistete, tarantini! Che manca poco! Vi offro una soluzione alternativa: fatevi amico qualche riccastro con la villa in campagna e sfruttatelo all’inverosimile. Sennò io c’ho pronto il piano B: piscina gonfiabile da neonato riempita di cubetti di ghiaccio, birre e rum e si va a dominare il mondo.
AMEN!

 

Photo credits: huffingtonpost.it (img di copertina) – forum.meteogiornale.it (img ventilatore) – milanotoday.it (img bagno nei Navigli)

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