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A Taranto compare uno striscione: “Meritate di vivere nella merda”

“Meritate di vivere nella merda”, è lo striscione che campeggia di fronte allo spazio tra via Duca degli Abruzzi e via Principe Amedeo che i ragazzi di Ammazza che Piazza avevano contribuito a ripulire qualche tempo fa.

Stavo tornando a casa stamattina quando mi sono imbattuta in uno striscione emblematico: “Meritate di vivere nella merda”. Una frase sintetica ma forte, che attualmente campeggia di fronte a quell’angolo verde, tra via Duca degli Abruzzi e via Principe Amedeo, che i ragazzi di Ammazza che Piazza avevano contribuito a ripulire dal degrado.

Parlare al passato è un obbligo, perché quello stesso degrado che sembrava essere stato spazzato via – nonostante i dubbi e le lingue taglienti di chi ha sempre creduto che si potesse fare ben poco per questa città – è tornato a regnare. Prepotente. In modo drammatico.

Ammazza-che-piazza

Lo dimostra la spazzatura che aggredisce ogni angolo di quel fazzoletto di terra, che ad un certo punto ha pure suggerito ‘speranza’. Invece nulla, pare che in questa città non riusciamo proprio ad abituarci alle cose belle, sane. Pare addirittura che ci piaccia essere paragonati – non senza un pizzico di masochismo, a questo punto – ad un gruppo di indigeni incivili e ignoranti.

Nonostante sia nettamente convinta – come molti di voi, suppongo – di non meritare di vivere nella merda, penso tuttavia che finché non capiremo l’importanza dell’educazione e della civiltà, Taranto è e sarà destinata a soccombere. Con una velocità disarmante, tragica.

E civiltà, cari miei, significa anche rispetto per il lavoro altrui. Per l’impegno e la volontà di chi prova a regalare un po’ di decoro alla città. Rispetto per quelle persone che – malgrado l’assenza conclamata delle istituzioni – si rimboccano le maniche e agiscono concretamente sulle brutture del territorio.

Per cui, io non meriterò di vivere nella merda, ma se non riuscite a fare a meno di propinarcela con i soliti comportamenti da zulu retrogradi allora siete voi a non meritate di restare a Taranto. Per cui emigrate, isolatevi. Fate un po’ come cazzo vi pare, ma smettetela di fare del male a questa città.

14 commenti
  1. Domenico Simone
    Domenico Simone dice:

    D’accordo, ma lasciamo in pace gli zulù (peraltro in grassetto). Da barese so bene cosa significa usare appellativi come questo e altri, che spaziano un po’ in tutte le popolazioni di nativi (dalle Americhe all’Africa). Ma sono sicuro che gli zulù nella terra al più ci cagano per concimarla, mostrando più civiltà di noi che vediamo un prato come un campo di semina per bottiglie di Peroni e Raffo. Saluti!

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    • Stefania Ressa
      Stefania Ressa dice:

      Ciao Domenico o Simone (?) 🙂 Zulù inteso come mancanza di educazione e civiltà. Quelle che di fatto mancano ai nativi. In effetti noi dovremmo averle ma considerando che paia il contrario, l’accostamento mi pareva idoneo. Grazie per il commento. 😉

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  2. antonio
    antonio dice:

    Purtroppo noi Tarantini abbiamo bisogno, come gli zulu’ di missionari che tornino a civilizzarci e non solo per la pulizia in qunto ho visto gente pulitissima ma che alla guida di un automobile diventa un selvaggio.

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  3. Giacinto
    Giacinto dice:

    E non dimentichiamo i il fatto che “l’assenza” delle istituzioni si conclamò in una multa salatissima contro quei volenterosi. Mi spiace, ma quello striscione fa il riassunto preciso di ciò che succede qui.

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  4. Gianpaolo
    Gianpaolo dice:

    Purtroppo è la verità.
    Taranto ha un dirigenza “zulù” e, purtroppo, i cittadini sono succubi di tale incredibile soluzione.
    Leggete i nomi dei politici ( di destra di centro e di sinistra) che si sono succeduti dagli anni 80 a oggi, tutti hanno “sistemato” – “progettato” e “realizzato” solo una cosa con grande determinazione:
    riempire, a carico nostro, il proprio portafoglio.
    Tutto questo a scapito di una città che ha nelle corde delle grosse potenzialità….
    Quindi chi ha scritto quel cartello, purtroppo, ha ragione.

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  5. Flavio
    Flavio dice:

    mi auguro che l’anarchia non la faccia da padrona. L’unica giustificazione a quello striscione, è che la gente è stanca dell’assenza delle istituzioni e della politica. Il degrado è per colpa dei politici che in cambio di qualche voto, concedono di tutto in questa città.

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  6. Carmine
    Carmine dice:

    Stefania Ressa, mi sembra giusto ed importante parlare di quello che la gente incivile è in grado di fare in un lasso di tempo brevissimo, mandando a puttane il grande lavoro svolto dai compagni di ammazza che piazza. Però non devi dimenticare che se vuoi fare informazione, non puoi permetterti di sbagliare a parlare. Nello specifico mi riferisco al fatto che la parola “indigeni” significa “gente nativa di quel posto, autoctoni” e MAI E IN NESSUN CASO può e deve essere usato in senso dispregiativo, dal momento che tutti i tarantini sono indigeni di Taranto. Nondimeno, usare il termine Zulù ( che poi si scrive ZULU, senza l’accento sulla u) denota una mancanza di cultura storica, dal momento che la tribù degli Zulu, così come quella degli Ndebele dello Zimbabwe, è stata (anzi lo è ancora, dal momento che continua ad esistere e conta, ad oggi, circa 11000 undicimila membri) una delle più organizzate ed efficienti tribù della storia.Inoltre, riferendomi al commento di gianpaolo, se Taranto avesse una dirigenza Zulu, noi tarantini non staremmo sprofondando nella cacca come stiamo facendo. Infatti, eccezion fatta per Dingane (un capo zulu testa di cazzo) tutti gli altri ras della tribù, in particolare Shaka, sono stati reggenti saggi ed equilibrati. E’ peraltro opportuno ricordare che i “missionari” (come li chiamava antonio), nello specifico i britannici, hanno costretto per anni (fino al 1994) la tribù degli Zulu in un regime di apartheid, relegandoli in un’area del Sudafrica che chiamarono NwaZulu (oggi conosciuta come NwaZulu-Natal), negando agli Zulu, oltre che la cittadinanza sudafricana, anche la possibilità di uscire al di fuori dell’area NwaZulu.
    Ritornando al discorso originale, bisogna essere assolutamente certi di quello che si scrive, informandosi adeguatamente, altrimenti si rischia di incorrere in errori grossolani, che possono urtare la sensibilità altrui, e far sfuggire il concetto primario che l’articolo vuole esprimere, senza considerare il fatto che chi scrive un articolo del genere può essere facilmente considerato razzista.
    Spere di essere stato abbastanza chiaro ed esaustivo.

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    • Stefania Ressa
      Stefania Ressa dice:

      Il punto non era denigrare gli zulu ma sottolineare la totale assenza di civiltà ed educazione di quella fetta di tarantini che continuano a deturpare la città. Il senso dell’articolo era un altro, quindi caro Carmine se avessi voluto scrivere un pezzo sulla storia degli zulu o degli indigeni mi sarei certamente informata di più. Il pezzo aveva l’obiettivo di smuovere gli animi dormienti di una città completamente allo sbaraglio, di focalizzare l’attenzione su comportamenti errati e ingiusti, e io non avrò bene impressa la storia di quelle popolazioni ma ti assicuro che sono tutto fuorché razzista. Al di là delle puntualizzazioni, che accetto, mi piacerebbe sapere cosa hai fatto concretamente in questi anni per Taranto. E non te lo chiedo con tono polemico, sono realmente interessata a quello che cittadini sensibili alla causa come te hanno costruito (o stanno costruendo) per questa città. Spero di essere stata abbastanza chiara ed esaustiva anche io.

      Rispondi
      • Carmine
        Carmine dice:

        Innanzitutto grazie per aver risposto. Non avevo intenzione di accusarti di essere razzista, solo che questo è il rischio che corri scrivendo un articolo in cui usi senza cognizione di causa le parole “indigeni” e “zulu”. Pertanto ribadisco con forza il fatto che bisogna pesare ogni singola parola che si usa quando si fa informazione.
        Tanto di cappello per quanto riguarda il fatto che tu voglia smuovere gli animi dormienti di una città che continua a fregarsene di se stessa.
        Per quanto riguarda la mia storia personale, negli anni in cui ho vissuto a Roma, ho fatto parte del “coordinamento tarantini fuorisede” (non quello dei tifosi, ma quello che andava a protestare davanti al ministero dell’ambiente e cose di questo tipo…) e ora, da quando sono tornato a Taranto, mi impegno in quel progetto chiamato Archeotower (sito in via Venezia, nei pressi del parco archeologico delle mura greche) dove, insieme all’associazione “Corita” si sta cercando di rimboscare e rinverdire il parco. Inoltre, quando posso, sono ben felice di appoggiare le iniziative dei compagni delle Officine Tarantine.
        Detto questo, ti saluto e ti chiedo scusa se sono sembrato aggressivo e saccente, ma ODIO l’informazione quando non viene fatta al meglio.

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        • Stefania Ressa
          Stefania Ressa dice:

          Grazie a te per il confronto. Purtroppo la questione “zulu” è delicata e purtroppo viene spesso usata come frase idiomatica. Quindi mi scuso se ho utilizzato impropriamente il termine. Il pezzo è stato scritto di getto, non appena sono tornata a casa e questo dimostra quanto tenga a cuore la causa “Taranto”. Non voglio giustificare l’errore (d’altronde sono umana e ci sta tutto) però so anche io quanto mi stia impegnando (e mi sia impegnata da lontano avendo vissuto a Firenze per 10 lunghi anni) per Taranto. Sono contenta, tuttavia, che ci siano persone come te che vogliono costruire qualcosa. E sono disponibile a qualsiasi confronto REALE perché solo unendo le forze potremo raggiungere qualcosa di positivo.

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  7. giuseppe
    giuseppe dice:

    Purtroppo si cerca di fare cose belle compreso il sottoscritto . Ma la gente e abituata ad ostacolare oppure a rovinare la cose belle . 80% dei tarantini non ama questa città. E solo una massa di egoisti che pensano solo a loro stessi fanno tanto i puliti nelle case loro e sporcano fuori .alla fine se si nota bene anche dentro di loro non sono puliti. Bisogna combattere sempre e non mollare mai perché le cose giuste fanno solamente bene e generano del bene . Bisogna fargli cambiare e civilizzarli se non si riesce andare via da questa città perché questa città none degna di voi .

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  8. Daniele
    Daniele dice:

    Che gioia …sono commosso x gli zulu e x la favola delle officine tarantine. Discussione inutilissima come tt noi tarantini.popolo ignorante e sporco
    . Soluzioni non esistono. La guerra è persa.se volete un futuro fate le valige e andate via a vivere…vivere!!!! “Vivere”questa è la parola che dovete trovare su Wikipedia .zuluuu

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