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Abbiamo scritto alla Williams, depressa dopo la sconfitta della tarantina Vinci

La tarantina Roberta Vinci ha sconfitto la testa di serie Serena Williams negli US Open 2015, uno dei più importanti tornei di tennis del mondo. La notizia dell’ultima ora, però, è che la Williams è depressa.

La notizia è di qualche ora fa. Dopo la sconfitta subìta dalla tarantina Roberta Vinci, Serena Williams pare sia depressa, chiusa ermeticamente in casa da più di una settimana. Scrive così Gaia Piccardi del Corriere della Sera.

Ora, Serè, ho letto e riflettuto a lungo sulla tua clausura da povera campionessa avvilita che non è riuscita a segnare il punto decisivo. Andiamo con ordine, però, e analizziamo le parole.

“Una settimana chiusa ermeticamente dentro il villone della Florida.”

Serè, vuoi farci credere che abitare in una villa, per di più in Florida e magari grande quanto lo stabilimento dell’Ilva di Taranto, sia davvero così inaffrontabile? Pensa, qui nella patria della Vinci c’è gente che in casa, reclusa, ci vive davvero. Obbligata a non aprire le finestre, causa fumi tossici. Tu, al massimo, i fumi che devi sopportare sono quelli delle canne che hai rullato prima di avvertire la stampa di esserti tumulata nella tua “discreta” dimora americana. Dai, Serè, cazzo. Cos’hai 2 anni?

“Nessuna telefonata, zero messaggi, pochissima attività social.”

E’ vero, il tuo ultimo post su Facebook risale al 25 settembre. Avrai sicuramente concesso le ferie al tuo Social Media Manager. Ma vuoi farci credere che non hai fatto una telefonata manco a tua mamma per chiederle di portarti il minestrone? E se pure avessi le colf – e ce le hai, eccome se ce le hai – un po’ di attività social l’hai fatta. E non va bene. Se devi isolarti, fallo come si deve.

“Una sola apparizione pubblica, per ragioni di business, alla settimana della moda di New York, per annunciare la presenza sul prossimo calendario Pirelli e presentare una sua linea di vestiti.”

Magari sei pure uscita di casa con la tuta acrilica e la pinza tra i capelli, vero? Io ci metterei la firma a dover fare un’apparizione, una tantum, per annunciare la mia linea di vestiti. Sul Calendario Pirelli passo.

“Serena Williams è triste, avvilita, scorata. Forse addirittura depressa.”

Serè, quando ti hanno tradotto l’intervista te l’hanno spiegato che minchia significa “scorata”?

“La conosco bene. Potrebbe non scendere più in campo fino alla fine dell’anno”, ammette coach Mouratoglou.

Pensateci, come ci si può fidare di uno che si chiama Mouratoglou? Abbi pazienza Serenona, ma per noi tarantini che abbiamo le vocali aperte risulta assai difficile pronunciare il nome del tuo coach mantenendo la bocca a muso di piccione.

“Roberta Vinci, contro la Williams, era data dai bookmakers 300 a uno. Più probabile che un meteorite sfiorasse la terra scalfendo la punta del monte Everest, insomma.”

Ancora più probabile, aggiungo io, che venga a me la depressione dopo aver letto il pezzo sul Corriere.

“Se la tempra delle campionesse si vede anche nel momento della sconfitta, lo scopriremo presto.”

Non c’è nulla da scoprire. Il quadro è il seguente: la Williams è sola, rinchiusa in una delle 20 stanze del villone in Florida a fissare una palla da tennis con le sue babucce comprate in chissà quale mercato della Florida (noi ci possiamo permettere quello della Salinella o di piazza Fadini.)

Una storia triste, avvilente. Per riprendermi dallo shock, ho chiesto ad un’amica di restare a casa stasera e sfondarci di pop corn e serie tv. Ovviamente drammatiche. Qualche idea?

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