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Taranto si prepara al Natale con l’albero illuminato e gli ulivi

Ieri l’albero in Piazza Maria Immacolata è stato acceso e Taranto è ufficialmente entrata in atmosfera natalizia.

Malgrado qualche naso storto e le lamentele di rito che hanno stigmatizzato l’albero di Natale che è stato illuminato in Piazza Maria Immacolata“E’ uguale a quello dell’anno scorso” – è stato un momento suggestivo per Taranto quello di ieri sera, domenica 22 novembre.

Piazza Maria Immacolata era gremita di persone con il naso all’insù e smartphone alla mano. C’era pure il sindaco, di solito latitante, insieme ad altre rappresentanze della politica tarantina. C’era e sorrideva Stefàno, come se stesse allegramente banchettando con i cittadini, gli stessi che ogni giorno ne condannano l’assenza. Eppure, ieri, pare che la luce dell’albero abbia accecato qualsiasi malumore.

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Polemiche a parte, Taranto è ufficialmente entrata in atmosfera natalizia sfoggiando il suo abito più bello, fatto di sorrisi, bambini urlanti e del calore di una città che, se trasmettesse unità e coesione anche durante le battaglie che sta faticosamente combattendo, sarebbe davvero una vittoria.

Il punto, tuttavia, non è aver esultato per un albero in piazza (“I tarantini si accontentano di poco”) – se non ci fosse stato avrebbe creato ugualmente scalpore -, non è nemmeno indignarsi di fronte all’entusiasmo di chi ha applaudito un’opera oggettivamente bella.

Affatto, il punto è che non si può pensare che qualsiasi azione positiva messa in atto per rendere Taranto più appetibile e bella cancelli o mascheri di fatto i problemi e gli spigoli verso i quali ci scontriamo ogni giorno. Perché Taranto sarà pure pregna di brutture, e alcuni cittadini vanno educati o ri-educati alla civiltà e all’amore per la propria terra, ma farsi venire la cirrosi epatica per aver visto gente contenta di immortalare un albero di Natale, mi pare un tantino eccessivo.

Perché, a dispetto di chi immobile attende una manna dal cielo che difficilmente giungerà (e dico difficilmente per usare un eufemismo e non spegnere le flebili speranze di chi ne è convinto), c’è invece chi sta facendo di tutto per rendere questo Natale diverso.

Penso, ad esempio, all’attività dell’associazione Made in Taranto che ha proposto ai negozianti di adottare un ulivo in nome delle recenti vicende legate alla Xylella, da addobbare insieme ai cittadini al posto delle classiche luminarie. Terminate le feste, gli alberi (alti circa due metri e con 2 anni di età) verrebbero piantati nelle zone e nei luoghi indicati dal Comune e i costi non sarebbero minori rispetto a quelli per i canonici addobbi natalizi.

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Un Natale più verde, insomma, che è quello che ci vuole; se non altro per dare colore ad una città che ha più bisogno di speranza e luce che di luoghi comuni.

L’immagine di copertina appartiene a Giovanni Ottomano. Visita la sua Pagina Facebook.

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