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Cosa rappresenta il giorno dell’Immacolata per Taranto?


Se il giorno di Santa Cecilia dà il via alle danze natalizie a Taranto, il giorno dell’Immacolata ne decreta ufficialmente l’inizio.

Quest’anno la fortuna ci ha baciati per bene, diciamo che abbiamo proprio limonato, concedendoci un ponte degno di questo nome. Alcuni tarantini fuorisede hanno approfittato di questo lunghissimo weekend per tornare in patria, che è sempre cosa buona e giusta, altri hanno preferito espatriare abdicando alle antiche quanto condivise tradizioni.

Sta di fatto che l’8 dicembre spalanca le porte al Natale. La giornata è scandita da una serie di riti che ci fanno sentire ancora più fieri di essere terroni inside, profondamente legati a quel folclore e a quelle memorie che cullano da secoli la città dei due mari. Sì, perché il giorno dell’Immacolata – oltre ad annunciare un valzer di leccornie e prelibatezze locali – è prima di tutto storia, quella storia che fa bene rispolverare.

Un po’ di storia

Non so quanti di voi ne siano a conoscenza, ma la prima confraternita dell’Immacolata Concezione si ebbe a Taranto nel 1578, nata per volontà di frati francescani che, dal convento del Santo di Assisi, si trasferirono presso l’annessa cappella dedicata alla Vergine. Un secolo dopo, nel 1679, i confratelli commissionarono a Napoli la bellissima statua lignea dell’Immacolata oggi custodita nella chiesa di San Michele, nel Borgo antico.

L’opera, considerata tra le più belle a Taranto, raffigura la Vergine avvolta in una morbida mantella celeste a ricami dorati, con lo sguardo rivolto al cielo nell’intento di pregare ed un piede impegnato a scacciare negli Inferi la diabolica figura di un dragone. Ma c’è un altro particolare a renderla unica: quelle mani giunte non sul petto, ma verso destra, in un’inconsueta posa che la tradizione popolare attribuisce ad un miracolo.

La notte fra il 7 e l’8 dicembre del 1710, proprio a cavallo del giorno dell’Immacolata, Taranto fu colpita da un tremendo terremoto che, nonostante la sua forza dirompente, non causò alcuna perdita di vite umane. Per i tarantini fu la Vergine ad arrestare la catastrofe con quel gesto delle mani, tanto che appena nel luglio seguente l’allora sindaco della città Capitignano proclamò l’Immacolata protettrice di Taranto.

La processione

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Come ogni anno, poi, a partire dalle ore 18 per le vie del centro storico si snoda la processione con grande fiaccolata. Attorno alle ore 19,30, al passaggio in piazza Castello, si può assistere allo spettacolo pirotecnico. Quindi, il rientro in San Michele, dove l’indomani, mercoledì 9, alle ore 18, c’è la santa messa di ringraziamento.

La tradizione a tavola

Dopo averti farcito la testa di nozioni, tocca allo stomaco. Già, perché se c’è una cosa che il tarantino sa fare è mangiare (sul cucinare rimandiamo a mamme e nonne sapienti). Il giorno dell’Immacolata la tavola è imbandita di ogni bene – il pesce la fa da padrone – e Dio solo sa quanto sia difficile per un terrone emigrato imbattersi nelle foto che divampano su Facebook e che ritraggono i suoi conterranei intenti ad ingurgitare qualsiasi cosa che gli venga messa davanti. Le luci dell’albero e del presepe fanno il resto, condendo l’atmosfera di serenità e gioia.

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In alcune case non mancano le pettole, gustosissime frittelle – servite anche spruzzate con lo zucchero  – che, si sa, sono come il prezzemolo per i tarantini: stanno bene su tutto e sempre! Insomma, dopo Santa Cecilia si fa il bis e la pettola torna a regnare, accompagnata magari dalle carteddate e i sannachiudere imbevuti nel miele.

Dopo 3 ore trascorse a tavola – e sono pure poche, embè? – la tovaglia coi merletti viene prepotentemente sostituita dal canonico panno verde sul quale si scatenano i giochi natalizi: la tombola, uno su tutti.

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Ricordo che mia nonna ci faceva usare i fagioli per ricoprire i numeri delle caselle, altri invece si affidavano – e si affidano ancora oggi – alle bucce delle clementine. Ognuno, insomma, si ingegnava come poteva. Quello che certamente non è cambiato, è l’amore per queste tradizioni che ci fanno sentire più felici, spensierati. Semplicemente, più uniti.

Buona Immacolata amici di Se Dico Taranto. Restate con noi e venite a trovarci sulla nostra Pagina Facebbok!

 

Photo credits: Per le foto dell’Immacolata ringraziamo Tradizioni Religiose Popolari – www.finedininglovers.it (img sannacchiudere) – www.servizioliturgico.it (img tombola)

 

 

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