natale al sud

5 cose da sapere se trascorri il Natale con un terrone

Sono arrivate le tanto agognate festività natalizie e mentre il Grinch ci guarda dall’alto con nausea e disprezzo, ecco 5 cose da sapere se trascorri il Natale con un terrone.

NO ALLA DIETA, SÌ ALLA PANCIA

Qui al Sud sicuramente si ridimensiona la concezione che ogni comune mortale ha di “pranzo”. E sì, amici miei, perché se pensate di riuscire a mantenere la vostra linea intatta con tanto di addominali iper scolpiti, avete sbagliato tutto. Recuperate il numero del dietologo, utile una volta finite le festività.

Innanzitutto una settimana e mezzo prima del Natale devono essere già pronti gli antipasti: pasta al forno, cannelloni e baccalà fritto… più due cinghiali. Solitamente il pranzo di Natale dura dalle 3 alle 5 ore (se parliamo di un pranzo leggero) e guai a lasciare una briciola nel piatto, vi beccate una multa salatissima da parte della nonna per eccesso di parsimonia.

Altra cosa, il terrone il giorno di Natale pranza con parenti di cui fino a quel momento ne dubitava l’esistenza, tra cui il cugino dello zio del nipote o il pro cugino della sorella della figlia della zia che vive in America; essere in 170 persone sotto lo stesso tetto durante il pranzo del 25 dicembre da noi è la normalità.

natale al sud

IL TERRONE GIOCATORE D’AZZARDO

Ecco, nel profondo Sud il giocatore d’azzardo non è colui che si gioca l’1 del Taranto o il 2 alla Juventus.
Si tratta piuttosto di veri e propri strateghi delle vincite pronti a giocarsi la pensione o lo stipendio in una mano di pinguino o asso che fugge. Senza dimenticare la tipica scena in cui il nonno, dopo appena un numero estratto a Tombola, grida: ”AMBOOO”… ma quella è un’altra storia. Insomma, armatevi di banconote, assegni bancari, centesimi e datevi alla Tombola… il modo più semplice per fare soldi.

I REGALI GENEROSI

Noi tarantini, ma potremmo estendere la cosa a tutto il Sud, siamo talmente generosi durante il periodo natalizio che nonostante la crisi, i debiti e l’Isis, se non lasciamo le macchine in doppia e tripla fila pur di fare i regali ai parenti (anche quelli che vorremmo vedere morti) non siamo contenti. Far trovare i doni sotto l’albero o scambiarli a mezzanotte di fronte alla chiesa del Carmine, sono rituali a cui non riusciamo proprio a sfuggire. “Teniamo u’ cuore meridionale.”

LE POLPETTE SU FACEBOOK E LE CATENE

Cosa esiste di più bello che gustare durante il pranzo di Natale le polpette fritte o al sugo della mamma, immortalarle con l’iPhone di ultima generazione e postarle su Facebook o Instagram con la canonica frase: “Grazie mamma ca m’è fatt l polpett cu ù sug, buongiorno Facebook, per poi ovviamente trascorrere 24, 25 dicembre, Santo Stefano e Pasquetta a controllare i like accumulati?

polpette facebook

Per non parlare dei messaggi di auguri su Whatsapp, che  puntualmente – durante le festività – si ingolfa di catene di Sant’Antonio con i tipici avvertimenti conclusivi: ”Se non inoltri questo messaggio di auguri a più di 10 persone, Babbo Natale ti soffocherà nel sonno”. E che, chiaramente, inoltriamo a tutta la rubrica.

LA PROCESSIONE IL 24 NOTTE

Al Sud e a Taranto soprattutto, il nostro spirito è investito da una profonda religiosità tale che nelle case dei tarantini – il giorno di Natale, allo scoccare della mezzanotte – si fa sfilare in tutti gli ambienti domestici Gesù Bambino. Se trascorrete il Natale con un terrone tenetelo ben presente, malgrado siate atei convinti e accaniti.

Buon Natale!

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