in sen shu

Taranto abbraccia l’Oriente con il Club Il Dragone

Ho scoperto a Taranto un angolo orientale, dove la disciplina sportiva sposa la filosofia. Si chiama Club Il Dragone e ti spiego di cosa si occupa.

Te li immagini alcuni tarantini che, per annientare l’inciviltà di chi parcheggia sulle strisce pedonali o di chi minaccia verbalmente e fisicamente chi invece pratica l’educazione e la convivenza pacifica per intenderci, anziché appellarsi al buon senso (parecchio difficile di fronte a un ‘ce me ne futt a me, t’ doc mazzat’), sfoderassero qualche mossa di In Sen Shu?

Non saremo in un film di Bruce Lee, né tanto meno in un episodio di Kung Fu Panda, eppure ho scoperto un angolo orientale a Taranto dove praticare il Kung Fu – stile In Sen Shu: sto parlando del Club Il Dragone.

2

L’ Yin Sen Shu è una disciplina marziale che spinge al miglioramento psico-fisico dell’allievo a 360 gradi – e a Taranto servirebbe a molti per addrizzare la capa -, dove in sostanza lo sport sposa una vera e propria filosofia di vita e l’allenamento non si limita a tecniche di combattimento ma include anche abilità di coordinazione e movimento dinamico e, più in generale, spinge il praticante alla costante consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante.

3

Antonio Iannibelli, presidente della sede tarantina e Davide Piccolo, presidente della sede nazionale a Reggio Emilia mi spiegano che praticare l’In Sen Shu significa affrontare varie materie con vari attrezzi che ti insegnano a gestire il movimento, a controllare cioè il corpo durante il combattimento ma anche durante le attività quotidiane; è un percorso di formazione che non si limita solo alla palestra, che avviene anche al di fuori, tant’è che il Club – almeno due volte l’anno – organizza dei campi d’addestramento su alcune delle vette più alte del Pollino per mettere alla prova le abilità del gruppo in tutto ciò che non è combattimento.

4

“Prediligiamo la tecnica – aggiunge Antonio – e aspiriamo alla perfezione che, tra le altre cose, è richiesta anche quando tiri un calcio.”

Se pensi che ad avvicinarsi a questa disciplina siano solo gli adulti, sei sulla strada sbagliata. Quando sono andata a trovare Antonio alla scuola Leonida, dove ogni settimana si tengono i corsi del Club, la palestra pullulava di bambini. Mi hanno sorpresa per l’educazione, la curiosità e il metodo che traspare già dalle piccole cose: ognuno, infatti, indossava la canonica tuta nera, tipica di un praticante che si rispetti.

IMG_7848

Mi chiedo quale sia la risposta dei tarantini ad uno sport che pare così lontano da noi, troppo abituati alle urla da stadio e alla confusione che regna durante le partite della squadra rossoblù.

“In realtà c’è parecchio interesse – svela Davide Piccolo -; la gente si affaccia sull’In Sen Shu inizialmente per capire cosa sia, anche perché l’associazione a quello che solitamente si vede in tv o al cinema è immediata. Altri, invece, credono di imbattersi in un ambiente blando per poi ricredersi e rendersi conto che è una cosa seria. Si pensi, per esempio, alla cura dell’abito, al momento del saluto, al rigore che trasmettiamo durante i corsi e che va applicato alla quotidianità. Un bravo praticante d’altronde – aggiunge Davide, sorridendo – si rifà il letto.”

5

L’obiettivo dell’In Sen Shu è superare i propri limiti, migliorarsi, che è un po’ quello che ognuno di noi bene o male si ripropone (o dovrebbe riproporsi) ogni giorno.

Il tiro con l’arco

Non finisce qui eh, perché il Club Il Dragone – oltre all’In Sen Shu – organizza corsi di tiro con l’arco che, contrariamente alle mie aspettative evidentemente errate, è un’attività dinamica.

Paolo Liuzzi, istruttore FIARC (Federazione Italiana Arcieri Tiro Di Campagna) e operatore sportivo Uisp mi spiega che il tiro con l’arco da loro praticato è chiamato “Tiro di Campagna” o “Tiro Venatorio” perché il suo scopo è quello di replicare – ovviamente su bersagli di gomma sintetica! – l’esperienza di caccia e il carattere primordiale e istintivo del tiro con l’arco.

arcieri1

L’obiettivo dell’allenamento è padroneggiare tiri in movimento, o contro bersagli in movimento, con in più la possibilità di integrare l’abilità acquisita con arco e frecce con alcuni movimenti del kung fu praticato nel Club.

Il primo scopo è quello di educare il corpo ad una postura equilibrata. “Il tiro con l’arco ti rilassa – dice Paolo mentre mi illustra il suo arco Dragonfly artigianale-, ti estranea ed è terapeutico.” E rispetto alla natura di questo sport aggiunge: “E’ sicuramente un impegno individuale e una ricerca personale fatta di esercizio mentale e fisico, ma attrae tantissime persone e ciò crea una vera e propria “compagnia di arcieri” sempre pronti ad organizzare attività insieme. Sarebbe bello, inoltre, se riuscissimo a fare un lavoro con gli agriturismi per attivare anche in Puglia una sorta di turismo sportivo, unendo la bellezza del nostro territorio ad una pratica che, vi stupirete, è davvero alla portata di tutti”.

E, a dirla tutta, mi pare una gran bella idea; se non altro per diffondere una cultura dello sport diversa, capace di tramandare storie e tradizioni, che consenta di accostare Taranto non solo al calcio di serie D ma anche a discipline più di nicchia, ricche tuttavia di talenti locali. “Che ci sono, eccome”, confermano quelli del Club Il Dragone.

Club Il Dragone – Pagina Facebook

Corsi di Yin Sen Shu
Lun – Merc – Ven dalle 20 alle 22.30

Corsi di Tiro con l’arco istintivo e dinamico
Mart-Giov dalle 21 alle 22,30

Per info:
Antonio – 340 8106919
Paolo – 324 8293033

Photo credits: Zach Dischner (img di copertina)

Grazie a Shibumi per la segnalazione.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *