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Te lo ricordi il parco di Acquafolies a Pulsano? Ecco com’è ora!

Acquafolies era una piscina di risate e giochi. Oggi, invece, è l’ennesima area fantasma che giace sospesa tra i ricordi e l’indifferenza.

Acquafolies, il parco acquatico nella zona di Pulsano a due passi da Fatamorgana, è ormai chiuso da anni. Una sconfitta per tutte le generazioni che hanno strusciato le chiappe su quegli scivoli che, è vero, non erano ai livelli dell’altro meridionalissimo Odissea 2000, ma avevano un loro perché.

Insieme a Paola Ressa, fotografa tarantina, ne abbiamo varcato i cancelli consumati e arrugginiti. Inutile dire che lo spettacolo è stato desolante e la nostalgia ha preso il sopravvento.

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Non che sia stata la meta ideale delle mie estati tarantine, ci sarò stata 4 volte ad Acquafolies, però ricordo di averci trascorso un Ferragosto lì, nel 2005, quando ancora potevo permettermi la nottata sulla spiaggia o, in tal caso, sull’erba umidiccia che sticatzi i reumatismi. Quella sera era un tripudio di giovani con le bottiglie di Vodka nascoste nello zaino, quelle low cost dell’Auchan, che io in primis con le mie compagne d’avventura avevo contributo ad acquistare con attenzione.

La situazione era la seguente: c’era gente ovunque, pure sugli alberi, e noi avevamo avuto la fortuna di conquistare un fazzoletto di terra vicino l’ingresso al nostro arrivo. Eravamo impavide all’epoca, non c’era nemmeno il timore dei furti alla “Montedarena style“, piuttosto c’era la paura di inciampare in qualche coppia che nel frattempo si era imboscata nella pineta antistante gli scivoli.

Quel Ferragosto è stato il Ferragosto; l’unico che ricordi della mia travagliata adolescenza e degno di essere menzionato, tra l’altro, nonostante qualche goccio (e più di qualche in realtà) di amarissima Vodka al Limone l’avessi buttato giù quella sera vanificando qualsiasi speranza di tornare a casa completamente sobria.

La serata non iniziò tardissimo, il target era variegato: bambini, famiglie, ragazzi. Tutti eccitati nell’attesa del classico bagno di mezzanotte. Non sono del tutto certa che gli scivoli fossero aperti al pubblico quella sera, ad ogni modo ci saremmo rifatte il giorno seguente – la domenica, insomma – lanciandoci non senza coraggio da Anaconda, l’acquascivolo a forma di serpente e lungo 90 metri o dal temutissimo Drop Kamikaze. 

Acquafolies era uno squarcio di allegria e spensieratezza nel bel mezzo della campagna pugliese; era l’adrenalina, il gioco e anche il relax. Era pure concedersi una buona pizza la sera sui tavolini in legno che la mattina erano presi d’assalto dai giovani tarantini alla ricerca di un angolo dove “appoggiare la robba”.

Purtroppo il tempo ha consumato ogni cosa, persino la curiosità di sapere cosa ne verrà fatto di quest’area, cosa ne verrà fatto degli scivoli sui quali guizzano ancora i ricordi delle giornate felici scandite da urla, grida, grasse risate e file interminabili al sole.

Secondo alcune indiscrezioni pare verrà realizzato un parcheggio. Chi lo sa, speriamo solo che il parco di Acquafolies non “scivoli” nel dimenticatoio.

Ringrazio per il magnifico reportage Paola Ressa, di cui vi invito a visitare il sito e la pagina Facebook.

3 commenti
  1. Vittorio
    Vittorio dice:

    È lo specchio di ciò che sta accadendo intorno al nostro bel paese: la desolazione assoluta. Siamo tutti complici di un sistema che ci sta facendo sprofondare nel buio assoluto. MI rimane da aggiungere solo….peccato.

    Rispondi

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