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È arrivata la Quaremma! Conosci questa tradizione pugliese?

Carnevale è finito ed arriva la Quaremma. Non la conoscevo finché non ho girato l’angolo di casa e me la sono ritrovata di fronte.

…volevo avvisarvi che è finito Carnevale. Ed è arrivata la Quaremma.

Prima di parlarti della Quaremma, però, è doverosa una piccola premessa. Puoi buttar via la maschera, e non puoi più giustificare il tuo cattivo gusto nel vestire con la frase “E’ che stasera devo andare ad una festa in maschera”.

Non puoi più mangiare chiacchiere come se non ci fosse un domani, non puoi più attentare all’altrui incolumità con la giustificazione che “a carnevale ogni scherzo vale”. E comunque non potevi neanche prima, sei e siete tutti belli e pasciuti.

Comunque è finito Carnevale, e basta così, perché è arrivata la Quaresima, e se sei cattolico (e praticante) è finita la pacchia di dolci e fettine da mezzo chilo perché devi anche contenere il tuo istinto dolciofilo e carnofilo.
Non prendertela con me, non l’ho deciso io, e fosse stato per me avrei anche evitato di dirtelo così a chiare lettere.

Ma è stata lei, ad avvisarci tutti: la QUAREMMA! Ecco, proprio lei.

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Stamattina, svoltato l’angolo del vicoletto di casa con l’auto, ho avuto un infarto, e poi ho capito di cosa si trattava. E’ finito il Carnevale, è iniziata la Quaresima, è arrivata la Quaremma.

E’ triste, magrissima, per ricordarci i periodi di lunghe carestie, ha un velo nero in testa, e annuncia la fine di tutti i festeggiamenti, i divertimenti, e le triccheballacche, è a lutto per la morte del Carnevale, e arriva per ricordarci che da qui in poi è tutto un impegno.

Non sono casuali i suoi gingilli: ha in una mano un filo di lana con un fuso, come la Parca Cloto, per ricordarci che il tempo scorre inesorabile, e che è bene che i nostri giorni siano pregni di laboriosità (è evidente che la Quaremma è nata in un periodo pre-crisi e pre-jobsact!).

Nell’altra mano ha un’arancia amara (una “marangia”) secca, e sette penne esaurite, che le saranno sottratte una ad una allo scadere di ognuna delle sette settimane che separano il mercoledì delle Ceneri dalla domenica di Pasqua.

Il nome gliel’hanno dato i francesi, viene da “Careme” (Quaresima, appunto), ma ce la godiamo tutta noi, con questi bei messaggi positivi legati alla fine dell’allegria, agli impegni e alla tristezza delle difficoltà.

Però non preoccuparti: ho scoperto che la vecchiaccia, foriera di cattive notizie e memorandum sul sacrificio, ha vita breve. Durante la giornata del Sabato Santo la si brucia, festeggiando poi la sua dipartita, ed il ritorno alla prosperità mangereccia e ai divertimenti!

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