scuole di taranto

Dimmi che scuola di Taranto hai frequentato e ti dirò chi sei

Dimmi che scuola di Taranto hai frequentato e ti dirò chi sei. Ne cito 6 e se la tua non è presente, non menartela troppo.

C’è da dire che oh, inutile lamentarsi a manetta di volta in volta sulla propria condizione esistenziale, il lavoro la figa il capo che ci odia l’esame che non passiamo l’esame della tiroide… ogni periodo, ogni fascia d’età ha i suoi pro ed i suoi contro. 18-24 sei libero di svarionare come meglio ti aggrada, hai regime di libertà incondizionato, purché i tuoi genitori tollerino il vagabondaggio universitario. 30-36 anni tecnicamente è l’apogeo massimo che media l’energia giovanile rimasta ancora intatta nel serbatoio con gli stipendi di livello medioalto, niente più semini di soia e gabbiette da criceti sulla postepay, no, fioccano le carte verdi e arancioni, mill’e rotti.

Eppure rimpiangiamo TUTTI il periodo scolastico, alla fine della fiera. TUUUUTTI. Anche quelli che a scuola venivano bullizzati pure dai bidelli di Torricella.

A Taranto ne abbiamo parecchi, di indirizzi liceali, dal professionale all’artistico. E alcune scuole bisogna dire che sono assurte a reti trascinatrici delle masse, perciò sociologicamente parlando in un liceo si riscontrano più esemplari di una razza adolescenziale rispetto ad un’altra.

Noi parliamo di queste scuole, tu vedi un po’ se ne riesci a cavare altre e ci scriviamo un articolo parte seconda ma non menartela che la tua beneamata scuola d’appartenenza non è presente.

ARISTOSSENO

L’Aristosseno l’ho frequentato pure io e anche quel paranoico di Alessio Celino. Il nostro indirizzo era linguistico brocca, utile nella vita tanto quanto lo sia comprare i libri di religione all’inizio dell’anno scolastico. Ci trovavi di tutto. Fisica, spagnolo, francese, difesa contro le arti oscure, matematica, biologia, letteratura latina… BOOOOOOH!!! Te ne esci con il diploma, meno capelli di prima e con le idee ancora più confuse. Vabbè, comunque l’Aristosseno è sempre stata la scuola degli ALTERNATIVI per eccellenza.

Nei gloriosi anni’ 00 ci andava mezzo Cloro Rosso, vecchio centro sociale tarantino, adesso è una scuola LGBT-Friendly rimpolpata da emo, punk, dilatatori e capelli color verde the mask.

aristosseno

L’ Aristosseno è quella scuola che fa(ceva?)la giornata dell’arte, evento dove gli studenti si improvvisano Pink Floyd e Muse e i presidi smadonnano per tutto il tempo per via delle vernici e gavettoni lanciati. Gli artisti falliti ne approfittano per nebulizzare tavolati di compensato con le bombolette spray. Luoghi aggregativi TOTALI: il Carlos in via Crispi (si svoltano le mattinate di filone) e la scalinata di via de Noto.

Beccarci i ragazzini delle case popolari giocare a pallone al posto di stare su Facebook non ha prezzo.

ARCHITA

fighetti

Bum.
La scuola con la nomea di culo quadrato almeno per ciò che concerne l’indirizzo classico.
Ma oltre alla preparazione davvero magistrale in termini umanistici, è il corredo genetico insito negli studenti dell’Archita a caratterizzare questa struttura bellissima ma abbandonata a se stessa: salvo alcune eccezioni, gli Archita’S fa’ che so usciti tutti con lo stampino.

Figli di commercianti del borgocentro, avvocati, notai, Hogan, risvoltini, Liberty 125, Old, massoneria (no dai).
Gli Archita’s d’estate vanno solo allo Yachting a mare, e la parte di spiaggia dedicata alle partite di beach soccer è roba loro, quindi tu che vai a chiedere ”ragazzi è libero il campo?”, aspetta e spera.

Le femmine invece sono inavvicinabili, hanno 70000k followers su Instagram seguendone solo 6, e se non sei Oscar Branzani allora è meglio che non invii manco la richiesta d’amicizia…

”La società più chiusa ad est della sicilia”, direbbe Hunter S. Thompson.

VITTORINO DA FELTRE

Tutte donne!
Stai sicuro che se tra i suggerimenti d’amicizia di Facebook ti appare una stangona assurda, dal ’97 in giù, è sicuramente del Vittorino .

ITIS RIGHI

Tutti maschi (E ULTRAS)!
La leggenda narra che “i più tosti alle mani” siano quelli del Righi… e direi che l’occupazione durante il dominio della Gelmini ne conferma la scorza ruvida. E poi so’ gli unici stronzi col campo da calcetto interno alla scuola… paraculi totali.

BATTAGLINI

battaglini

La risposta scientifico avanguardista all’Archita. Chiedere ad uno del Battaglini quanto studi può essere rischioso. Loro si spaccano la cachera, non quei menomati dell’Archita infighettiti, ti risponderanno. Loro sono stati selezionati dal CERN di Ginevra per condurre esperimenti sulla fisica incalcolabilmente quantistica.

No vabbè c’ho un sacco di amici che sono usciti dal Battaglini e detto fra noi risultano quasi normali. Roba che all’Uni se la svicolano a fare o ingegneria al politecnico di Torino/Pisa oppure vanno alla Bocconi e non accettano come primo voto d’esame un 28 che sia 28, ad maiora sempre, cazzocene noi vogliamo la media pulita.
Un battaglinese su 23 ha sterminato la propria genia superati i 45 anni

QUINTO ENNIO-FERRARIS

quinto ennio-ferraris

Il Ferraris preso da solo non mi ha mai detto niente. O meglio, bisogna anche lì gettare sangue per andare avanti senza debiti e bocciature (cazzo, non dicevo ‘ste due parole da ANNI), ma non è una di quelle scuole a cui affibbiare stereotipi. Il Quinto Ennio invece sì.

Ora sono licei accorpati e la struttura principale è quella posta in via Abruzzo. Diciamo che, a voler essere un po’ cattivi e stronzi, al Quinto Ennio ci vanno i fighetti che gravitano nelle zone meno centrali di Taranto, quindi in sostanza potrebbe sembrarvi un Archita di periferia.

Ma così non è!

Il Quinto Ennio è più l’archetipo della scuola californiana, il college di High School Musical (cazzo l’ho detto davvero?) con campo da basket annesso (e di notte vai di scavalco, facciamo una bella buiata, Argentina Docet), sale computer spaziali, strutture moderne…

Insomma belli, godetevi il periodo tra i quattordici e i diciotto anni, rattate e fuggite dai doveri e godete nell’avere mammà e papà che vi puliscono il pavimento, il cesso; la nonna che v’allunga una cinquanta a occhio; le lasagne sfornate calde e sky in cameretta. Godetevi le dieci pagine di storia napoleonica da studiare per venerdì… e sfanculate quanto più potete che tanto l’importante è capire i concetti e non parlare a macchinetta.
Perciò meglio una partita di calcetto infrasettimanale che non i limiti notevoli.

Il pezzo è una combo di nevrosi mia e isteria di Alessio Celino!

Photo credits: www.dusa.co.uk (img Aristosseno) – universityequipe.com (img Archita) – www.collegemagazine.com (img Quinto Ennio, Ferraris)

9 commenti
  1. Alberto
    Alberto dice:

    il Righi nel periodo gelmini non ha occupato, c’ero. E hai dimenticato che al Righi c’è anche un liceo, da cui escono signori alunni. Alla mia epoca ne sapevamo più del Battaglini noi del liceo…

    Rispondi
    • Lorenzo Monfredi
      Lorenzo Monfredi dice:

      Guarda, io penso che il lettore, se è tale, possa capire senza specifiche dell’autore la tipologia di articolo scritto. Cioè, mi spiego con un esempio: il mio è palesemente un pezzo ironico, che punta sullo stile umoristico; non è una critica decostruttiva del sistema scolastico tarantino né un saggio storico sui presidi, insegnanti migliori, studenti d’eccellenza ecc.
      Non ho parlato del liceo Righi perché non avrebbe avuto molto senso con lo stereotipo umoristico che mi è venuto in mente.
      Per quanto riguarda l’occupazione, sinceramente era il 2010, e ricordo molto bene che o fu occupazione o autogestione (ma non credo, l’Aristosseno si autogestì, non il Righi), tant’è che ci furono grossi problemi perché APPENA si fece la prima notte di occupazione, si profilarono soggetti ambigui che volevano farsi soldi vendendo roba agli studenti.
      Poi posso anche sbagliarmi, per carità!
      Grazie per il commento critico!

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  2. Edoardo Ladiana
    Edoardo Ladiana dice:

    Ero scettico prima di leggere questo articolo ( ah la solita pagina di Taranto che dice due minchiate)
    Invece son morto dalle risate! Mi sono ritrovato un sacco con lo stile di narrazione, cioè cazzo io parlo cosi!
    Bravi ragazzi

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    • Lorenzo Monfredi
      Lorenzo Monfredi dice:

      No, ma non conoscevo abbastanza persone per avere un quadro generale complesso. Se avete la bontà di raccontarci aneddoti e isterie varie, ne saremo ben lieti!

      Rispondi

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