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6 talenti tarantini raccontano cosa vogliono fare per Taranto

Taranto non è immobile e il futuro appartiene ai giovani: a quelli che non sono mai andati via, a quelli che sono tornati e a quelli che ci saranno.

Taranto non è immobile. E’ difficile, spinosa, paradossale e contraddittoria. Ma non è immobile.

Non fosse altro per l’entusiasmo e il desiderio di ri-costruire la città da parte di chi questa terra dice e dimostra di amarla davvero. Con le buone idee, con la volontà di collaborare, di portare avanti progetti che “urlano” al futuro, che mirano a scuotere una società obiettivamente molle e demotivata.

L’impresa è ardua, così come è arduo credere che Taranto, di qui a poco, risorgerà. Perché va bene quel fervore tutto meridionale quando si parla dei tramonti, del mare, persino della puccia e del panzerotto a cui nessuno di noi sfugge. Andrebbe altrettanto bene, però, se con lo stesso fervore e la stessa fierezza con cui affermiamo di essere nati in una terra ricca e generosa, scendessimo in piazza, avanzassimo pretese, quando occorre.

E ce lo so che sbattersi è cosa faticosa, che richiede un certo impegno, una certa costanza. Ma è necessario. E’ necessario anche solo per evitare, tutte le volte che mettiamo piede fuori da Taranto, di affermare che “lì” (dove per “lì” si intenda Maruggio, volendo) è sempre meglio, la gente è più educata e il sistema più evoluto.

Ecco, il “sempre meglio di noi…” è diventato un retaggio che va scardinato, con ogni mezzo. Per questo motivo, anche se con Se Dico Taranto facciamo i “cazzoni”, anche se l’ironia è il nostro cavallo di Troia, anche se parlare di come i tarantini rimorchiano o dove si infrattano ci diverte parecchio, eccome se ci diverte, questo non vuol dire che non siamo attivi. Affatto. Ed è uno dei motivi per i quali venerdì 15 aprile – in occasione di “Taranto: destinazione 2020” – parleremo del nostro progetto, degli obiettivi che ci siamo prefissati e di come, a nostro avviso e senza presunzione alcuna, la comunicazione sia cambiata o debba cambiare per ri-scrivere un’altra pagina importante di Taranto.

A coinvolgerci di più di questa serata non è solo dare voce a quello che abbiamo messo su, ma soprattutto intrecciare la nostra esperienza con altre esperienze, mescolare la nostra “storia” ad altre “storie”. Con la consapevolezza che un confronto sano, intelligente e concreto sia il primo passo verso il miglioramento.

L’incontro è pubblico e presenzieranno G. Minervini, Consigliere regionale Puglia, F. Milella, Consulente Ocse e Gianni Liviano, Consigliere regione Puglia.

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Mi piacerebbe, a dirla tutta, che ad accorrere fossero soprattutto i giovani, quelli che vogliono riprendersi la città a suon di cultura e buone idee. Non è un caso, d’altronde, che oltre a me e Fabio Romandini in rappresentanza del progetto Se Dico Taranto, a raccontare la città sotto una luce nuova saranno 5 talenti tarantini: C. Fanizza della Jonian Dolphin Conservation, P. Guastella del Parco Archeologico Saturo, F. Iurlano di Associazione Terra, A. Lumino della Cgil, e Andrea Romandini di Salotto Professionale Eventi.

6 storie, 6 persone, 6 menti che vogliono contribuire a quella famosa riconversione a cui la città auspica da tempo.

L’appuntamento è Venerdì 15 aprile alle ore 18,30 in via Fiume, 12.

 

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