no triv taranto

Il nostro mare non si tocca: perché votare Sì, nonostante la disillusione!

Domani, domenica 17 aprile, si voterà. Ed io metterò il mio sì, anche se disilluso.

Domenica 17 aprile 2016.

Sono sei mesi che mi stanno scartavetrando i coglioni con ‘sta faccenda delle trivelle.

I social sono annegati di diatribe da lobotomizzati, credono che cambi qualcosa sputandosi insulti e minacce col click-click da tastiera o tap-tap dei polpastrelli sul touchscreen… comitati guerriglieri nelle strade di Milano che tentano di spiegarti perché dovresti dire sì… saccenti brianzoli che macellano e pontificano e sputano e ti dicono “Va’ la’ bagaj, c’è mica più la potensadell’industria, se togliam le concessioni possiamo lasciar tutto in mano ai gialli! Via! Diam loro le case, i bar, diamogli anche il culo ai mandorlati! E che cazzo! Si sacrificassero quei teroni là, n’fanno mai una sega, si rendesser’utili loro e il loro mare, martul! Eravamo una potensa industriale noi, Italia, e adesso? L’Ilva l’han distrutta, l’hanno!” e ancora “ma va la’ che poi la Croazia sfrutta le concessioni lo stesso, e poi capirai che gliene frega delle dodici miglia, quelli estraggono a distanza maggiore eh, capirai che gli frega!”

Manco ci si deve discutere, con queste persone, sennò si finisce a mani in faccia e denunce da entrambi i lati.

Comunque, si diceva? Ah, già, le schede, i seggi elettorali…

Io domenica vado a votare e voto sì. Ma detto fra noi ci vado da disilluso totale.

Perché conosco i tarantini, conosco gli italiani, e noi siamo un popolo che sderena solo e soltanto quando sentiamo la vasellina spalmata sul perineo e la cappella che tenta di profanarci. Altrimenti occhi bassi, sguardo azzerato e “ce me ne futt’ammè” come colpo in canna. E soprattutto conosco la politica italiana, dovremmo conoscerla bene noi tarantini, dato che c’ha regalato perle come i decreti salva Ilva, Tempa Rossa, Corrado Clini e compagnia cantante.

Potrà pure avere un esito positivo, il referendum, e le concessioni non verranno rinnovate a largo di dodici miglia. Nessuno mette in dubbio questa possibilità. Ma sono convinto che A) ci saranno foooortissime magagne elettorali e B) anche se vincessimo noi, noi che non vogliamo più vivere d’Industria, state tranquilli che farebbero un magic trick alla Mandrake per ficcarci ‘ste piattaforme pure in mezzo alle orecchie.

Intanto però mettiamola quella x sul SÌ. Perché lo spirito che dovrebbe accompagnare ogni lotta, da quella intimista a quella politica, è lo spirito indomito ultras. A uecchje? No, sono serio. Potrete criticarli quanto vi pare, gli ultras, ma c’hanno una caratteristica davvero appagante: NON MOLLANO MAI. Con la squadra retrocessa, con la promozione sfumata, continuano a tenere lo striscione attaccato, a battere le mani, si canta fin oltre il novantesimo… per onorare la maglia. Perché va così, perché lo impone un fottuto briciolo d’orgoglio, piccolo ma splendido e magari lo potessimo moltiplicare a flusso continuo… avremmo una vita di luce.

vota sì

Il referendum magari non servirà a niente ma bisogna dare un segnale agli incravattati lassù. Specialmente NOI tarantini, che da troppi anni ci autodistruggiamo. Dobbiamo far capire che li paghiamo per delle alternative sostenibili, non per le pugnette autoritarie. E quindi, seguendo questo sillogismo, votare sì al referendum è come sapere che la tua squadra è già nell’inferno dilettantesco eppure tu, e la curva, continuate a cantare a squarciagola. Va difeso un ideale.

E poi m’hanno rotto con la storia “eh se voti sì allora non cucinarti la pasta, non viaggiare in aereo e pe pe pepe pe bla bla bla gne gne gne”. Colpa mia che siamo una nazione talmente infognata che non ha una politica concreta, nel lungo periodo, legata alle energie rinnovabili? Pure a lezione universitaria di Marketing viene la prof di turno e ci dice che nel resto d’Europa si stanno attrezzando per eliminare il petrolio, il gas metano… per dire.

Basta. C’ho un’amarezza addosso, nemmeno rabbia, un’amarezza e un disgusto che mollatemi. Non riesco nemmeno ad essere davvero cattivo.

Vabbè.

Niente SPARTAAANI, SOLLEVATEVI!, niente LOTTA E VINCI PER I DUE MARI!, perché a dirla tutta non se ne dovrebbe nemmeno discutere, di ‘sto troiaio. I nostri mari non si toccano e basta. Meritiamo di più!

Fateci dire la nostra, per una volta.

Photo credits: Luigi Boccuni (img di copertina)

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