il valentino litoranea

Il Valentino è in vendita e un pezzo delle estati tarantine vola via!

Il Bar Valentino, sulla litoranea, è in vendita. Se ne va un pezzo delle estati tarantine.

Sono passata di fronte al Valentino un po’ di tempo fa. E sbam! Il Valentino è in vendita. Mi è parsa enorme la scritta “Vendesi” e la tristezza, pure. Mi è parso enorme il dispiacere di vedere quelle serrande abbassate che, fino a qualche anno fa, attiravano decine di giovani. E quindi, sì… è stata la nota stonata in uno spartito di ricordi colorati e felici. La fine di un’epoca, gioiosa, movimentata e senza dubbio memorabile.

Perché chi, come me, ha vissuto i tempi d’oro della Litoranea – quando orde di ragazzi si riversavano con gli scooter e le biciclette nel parcheggio del baretto numero 1 delle estati tarantine – sa quanto sia difficile dire addio a quello che, sopra ogni cosa, è stato il simbolo della generazione degli anni ’90 e duemila. Gli anni di Happy Days e di Ralph Malph, gli anni delle immense compagnie, gli anni in motorino sempre in due, per dirla alla Pezzali che, a pensarci bene, ci aveva preso.

Funzionava così, almeno per me che avevo la villa a due passi (precisamente alla Baia D’Argento), prima che la crisi costringesse i miei nonni a venderla: si tornava da mare ed era Valentino per il gelato, gli appuntamenti erano rigorosamente al Valentino, dopo aver cenato al Giardinetto (scomparso anche lui) il pit-stop al Valentino era obbligatorio. Fino al boom, più di una decina di anni fa, con serpentoni di macchine che sfilavano lungo la strada perpendicolare al bar. Ed era una festa, un concerto di voci, di birre stappate con gli amici, del caffè tattico, quello mordi e fuggi, di risate, di musica. Poi, il collasso definitivo.

Non ero nemmeno una teenager quando con i miei amici – Patrizia, Miriam, Alessandra, Gaetano, Enrico, Filippo, Guglielmo e Valentina – mi avventuravo da quelle parti. Ci piaceva muoverci in bici il pomeriggio, passare prima dal supermarket Zodiaco per l’amatissimo ghiacciolo all’amarena, per proseguire infine verso il Valentino. La sera, invece, scortati in un primo momento dai genitori fino alla conquista dell’agognata indipendenza, dal Valentino ci spostavamo alla Baia del Pescatore che brulicava di gente, bancarelle, luci e giovani amanti sdraiati sulla battigia al chiaro di luna.

baia del pescatore

Il giorno dopo riavvolgevamo la pellicola ed era lo stesso film. Perché amavano quei posti e quelle scene così familiari che sistematicamente scandivano, come un orologio a pendolo, le nostre mattinate estive in giro per la litoranea. Sugli scooter, con i capelli sconvolti dal vento e pregni dell’aria salmastra. Con il sole negli occhi, le ginocchia sbucciate e la voglia di abbandonarci a qualsiasi cosa ci facesse sentire liberi. E uniti.

Non mancava nulla: l’acqua cristallina da una parte, le spiagge o le scogliere sconfinate dall’altra – ché sconfinate ci parevano per davvero – e la gioia di ritrovarci, attorno ad uno dei tavoli bianchi del Valentino per pianificare la serata che sarebbe iniziata qualora uno di noi, della compagnia della Baia D’Argento, si fosse affacciato ad uno dei cancelli marroni dei viali in cui vivevamo e avesse urlato il nostro nome. “Stefaaaniaaa esciii.”

 

Photo credits: Patrizia Trovato (img Valentino) – Carmen Guerriero Carcuro (img Baia del Pescatore)

4 commenti
  1. Daniele
    Daniele dice:

    Che gioia … Pensa che notti!!!!
    Divertimento puro.
    Era proprio un Pezzo di storia. Pensa che fortuna chi se lo compra.

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  2. Daniele
    Daniele dice:

    cosa cè da analizzare ,forse la tua esperienza un bel ricordo personale e la cosa è molto piacevole ma ,in un ridicolo bar pieno di spacciatori quale pezzo di storia può andare via? una tristezza inaudita come del resto tutta la litoranea. scusa ma io me lo ricordo così!!!!

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    • Stefania Ressa
      Stefania Ressa dice:

      Questo è un blog, un diario di rete. Il tone of voice è palese. Ognuno ha il ricordo che vuole, non si tratta di inchiesta ma di un pezzo “leggero” in cui si ripercorre un pezzo di infanzia o chiamala come vuoi. Che poi il Valentino abbia subìto una trasformazione è palese, non giacerebbe in queste condizioni e il suo target sarebbe nettamente diverso.

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