citro di san cataldo taranto

Cos’è il Citro di San Cataldo, dolce tipico tarantino?

È diventato il dolce tipico di Taranto. Sto parlando del Citro di San Cataldo, preparati a leccarti i baffi.

Se c’è un alimento tipico del mese di maggio, ma non solo, quello è l’anello di San Cataldo, patrono della Città dei due mari.

Il citro di San Cataldo è stato ideato dal Panificio Doro e l’anno prossimo festeggia 10 anni. Questo dolce, che è diventato il simbolo di Taranto, ha la forma di una cipolla che evoca, per l’appunto, l’anello pastorale di San Cataldo. Anello che – secondo la leggenda – San Cataldo, vescovo irlandese che a Taranto fece parecchi miracoli, venne gettato in mare durante una tempesta.

La storia narra che nel momento stesso in cui l’anello fu immerso, si formò un vortice di acqua dolce e fresca. Non è un caso quindi che il citro di San Cataldo si componga di pasta sfoglia salata e pasta frolla: la prima rappresenta il mare, la seconda rimanda al classico tarallo tarantino. Ma non finisce qui, oltre ai due ingredienti citati, infatti, il citro ha un cuore di marmellata di limone – agrume simbolo di Palermo dove è depositato il Pastorale d’avorio del santo – e noci, tipico frutto irlandese, in riferimento alla città natale del santo. Infine, questa sublime leccornia è ricoperta da mandorle e caramellato, una citazione della classica cupeta tarantina.

Il connubio di ingredienti a cui Giovanni Doro ha pensato è la chiara testimonianza di come un alimento apparentemente semplice come il citro sia in realtà la conseguenza di anni di lavoro e di quella sana curiosità che ha spinto Giovanni a viaggiare, a raccogliere spunti, riflessioni e stimoli. Ma soprattutto l’ha spinto, in quel lontano 2007, a chiedersi: “Come mai le altre città in Italia vantano un dolce tipico e Taranto no?” Dictum, factum!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *