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Ezia Mitolo, tarantina: “Combatto il disastro ambientale con l’arte”

Ho conosciuto Ezia Mitolo, artista tarantina sensibile e caparbia e te la presento!

Ezia Mitolo nasce a Bari ma è Taranto la città a cui appartiene dall’età di due anni. Quando metto piede nel suo laboratorio è come inciampare in un’altra dimensione costellata da disegni, opere d’arte e sculture. I suoi lavori non passano inosservati, perché sono carichi di umanità, inquietudine e di quel respiro affannoso che, bene o male, avvertiamo nella vita. Tutti. Nessuno escluso.

E questa spinta feroce verso l’arte e le sue forme la avverte fin da piccola, quando con i suoi genitori si trasferisce, nel periodo estivo, in una casa in campagna nel Lazio. È lì che inizia il contatto con la terra, è lì che Ezia attraverso la natura, la curiosità che non l’ha mai abbandonata e la ricerca costante di sé, sfoga la sua creatività, sperimenta, crea.

ezia profilo

Ha 13 anni quando si iscrive al Liceo artistico Lisippo, malgrado le resistenze della famiglia che teme che Ezia si ritrovi, dopo il percorso scolastico, a “mangiare pane e scultura”. Ezia, però, è determinata e dopo il Liceo vola all’Accademia di Bari dove continua a disegnare, plasmare a rafforzare quel legame con la materia che le consente di diventare un tutt’uno con il mezzo.

Il rapporto con Francesco Somaini, che definisce il suo mentore, e Nicola Carrino, un’altra figura importante nel percorso professionale di Ezia, le consentono di conoscere il lato “organico” e “disorganico” dell’arte. Da quel momento non smette più di lavorare, conserva i ricordi, non sopprime l’irrequietezza e l’ansia che la spingono a non sentirsi mai arrivata.

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12 Ezia Mitolo – Mi muovo immobile – progetto installativo – frame da video 2015

Dal 2003 al 2007 vive a Roma, prima a Milano, con la consapevolezza di tornare “entro i 40 anni”. E, non a caso, il giorno del suo 40esimo compleanno Ezia è nuovamente a Taranto. È l’anno 2007, la città dei due mari è scossa da cambiamenti profondi, legati soprattutto al disastro ambientale. Ezia ne è consapevole e non si arresta, inizia a collaborare con grandi maestri, vince premi prestigiosi, espone e prosegue la sua ricerca d’artista. Ma, sopra ogni cosa, inizia a prodigarsi per la sua città. Fino a quel famoso 2 agosto 2012 quando, insieme al Comitato dei Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, attivo ogni giorno a livello sociale, fa una promessa a sé stessa: sfruttare il suo essere artista per lavorare h24 per il bene di Taranto.

FUMI E SOGNI - finestre oltre il veleno

FUMI E SOGNI – finestre oltre il veleno

Dopo l’installazione “Ubi Ilva e altre scorie”, il problema dell’inquinamento diventa sempre più presente nella sua vita, portandola a realizzare il primo video “Buon Natale da Taranto” e “Sole solo, sali più in alto” con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza. Uno scopo condiviso anche dal Comitato – a cui Ezia appartiene e che considera un’esperienza umana fortissima – che, 4 anni fa, con le proprie forze ha dato vita al Concerto del Primo Maggio.

2012- BUON NATALE DA TARANTO

2012- BUON NATALE DA TARANTO

2012-BUON NATALE DA TARANTO 1 (autoscatto da cui è nato il progetto)

2012-BUON NATALE DA TARANTO 1 (autoscatto da cui è nato il progetto)

Ezia, intanto, produce instancabilmente, sperimenta, riflette e nel 2015 dà vita a “Sbuffi, trappole e fontane”, un video prodotto per essere espressamente fruito sullo schermo che piange lacrime di cera, raccolte poi in una vasca ai piedi dell’installazione. Denso di significanze, esplora paesaggi legati alla città di Taranto e le sue dolorose contraddizioni, rappresentando atmosfere interiori all’artista che assurgono a metafore universali.

Non passa giorno in cui Ezia Mitolo non “urli” alla riconversione di Taranto mettendo al primo posto la cultura e l’arte, che unisce e sazia lo spirito.

Scopri i lavori di Ezia Mitolo sul Sito Web.

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