donne del sud

Cosa significa essere Donna a Sud: il progetto appassionante di Tiziana Magrì

Il 27 maggio parte la quarta edizione di Donna a Sud ed io sono entusiasta di partecipare. 

Conosco Tiziana Magrì, ideatrice e direttrice del progetto Donna a Sud, giunto alla quarta edizione, solo da qualche settimana. Quando mi ha chiesto di essere con SeDicoTaranto uno dei media partner dell’evento del 27 maggio – che vedrà protagonista la giornalista e scrittrice Giuliana Sgrena per la presentazione del suo ultimo libro “Dio odia le donne” – non ho avuto un attimo di esitazione.

Non l’ho avuto perché Tiziana, tarantina purosangue, mi è parsa – e lo dico senza piaggeria alcuna – l’esempio più concreto della donna meridionale: tenace, forte e con una passione travolgente che si irradia dai suoi occhi scuri. Non l’ho avuto perché Tiziana, che è prima madre di due figlie e poi lavoratrice, è ambiziosa e ha capito, perché me l’ha confidato, che vivere il rapporto con altre donne come una sfida o una competizione è stancante, inutile; ha capito che lavorare o collaborare con altre donne può essere, piuttosto, un’opportunità, un arricchimento. Ed è per questo che, già al nostro primo caffè, non ho potuto fare a meno di portare a casa sensazioni e spunti positivi.

Lo dico e lo sottoscrivo, Donna a Sud è un’idea vincente. Vincente come le donne delle parti nostre, che sono delle combattenti, determinate, che vivono sì con il sole in fronte ma nutrendo anche una serie di fragilità condivise perché, come accade in molti casi, intrappolate nel giogo di retaggi culturali e sociali per cui essere una donna del sud significa soprattutto mettere su famiglia, accasarsi e occuparsi del marito o compagno che sia. Bon!

Eppure, penso che la sfida vera sia coltivare l’amore per sé stesse, non sacrificare cioè sogni e virtù; avere il coraggio di dire “no” senza aspettare che qualcuno venga a salvarci, anche quando siamo stanche. Anche quando getteremmo la spugna, anche quando pensiamo che se fossimo nate maschi superdotati sarebbe stato di gran lunga più facile.

Donna a Sud – che affonda le sue radici nel 2011 – è il tassello finale di un percorso di aggregazione virtuale in cui donne e uomini, che hanno voglia di parlare e far parlare il loro Sud, mettono a disposizione la propria professionalità a servizio di un’idea di bene che coinvolga tutta la comunità. Per questo sta nascendo pure un’associazione, che sarà il motore degli eventi per promuovere un percorso itinerante mensile che valorizzi il prestigio storico, architettonico e naturalistico di Taranto e di tutta la sua provincia.

13240601_247617538935277_4313780770171862755_n

Il primo appuntamento sarà quindi il 27 maggio, alle 19.00 a Palazzo Ulmo. Ad aprire la manifestazione, come anticipato nelle prime righe del pezzo, sarà la giornalista scrittrice Giuliana Sgrena, che presenterà il suo ultimo libro ‘Dio odia le donne’ (Il Saggiatore, 2016). Un libro coraggioso in cui la Sgrena intreccia e confronta i testi sacri delle tre religioni monoteiste con le storie di tante donne incontrate nel mondo, ed apre la riflessione su temi attuali, scottanti e dal difficile confronto, come l’infibulazione, l’obbligo del velo, la contaminazione mestruale, l’utero in affitto.

A dialogare con la scrittrice ci sarà Paola Moscardino, giornalista de l’Aria che tira, La7, il reading sarà affidato a Stefano Zizzi e Daniela Delle Grottaglie, la musica a Giù di Meo.
Non solo, tra le idee di Donna a Sud rientra pure quella di far tornare in auge il Premio Taranto: la rassegna letteraria della Taranto post-bellica, per l’esattezza la Taranto che vive tra il 1947 e 1951. La Taranto capeggiata da Antonio Rizzo, per intenderci, quella che rivogliamo.

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *