lingua tarantina

Priso, mappino, inzivuso: i capisaldi della lingua tarantina

Ho selezionato una serie di termini tarantini che, a mio avviso, dovrebbero trovare spazio nella prossima Treccani. Ad ogni costo.

Una cosa bella di Taranto è il dialetto. Il dialetto parlato dalle tarantine, però, certe volte diventa più fastidioso di una forchetta che gratta la vernice laccata bianca di un piatto in ceramica.
In realtà sto parlando di femmine solo per catturare la vostra attenzione, ma da ora in avanti la figa non entrerà più in ‘sti discorsi.

Dicevo: il nostro dialetto è bello. Di sicuro è particolare. Intuitivo. A Milano il verbo crepentare sta sfasciando i confini underground meridionali, ho amici di Rho che lo usano con nonchalance estrema. E poi oh, se petaloso può entrare nel vocabolario, pirdo deve essere usato pure in diretta televisiva agli Europei.
Perciò abbiamo trovato un tot di termini inqualificabili e comprensibili su scala nazionale che dovranno trovare spazio nella prossima Treccani, ad ogni costo.

PRISO

[Pri-so] agg. Fesso, sbadato, quando sei così sciocco da salutare le persone che incontri con l’occhiolino ma alla fine ti accorgi di avere gli occhiali da sole.

MAPPINO

[Map-pi-no] sostantivo maschile. Ceffone, schiaffo, quando tua madre scopre una nota della professoressa di matematica sul diario e via col sangue dal naso.

RASCKATA

[Ras-cka-ta] sostantivo femminile. Lo senti, no? Il rumore dei peli che strusciano sui rispettivi tessuti genitali? Questo è il rumore della rasckata, o per dirla in francese, scopata, copulazione, ficcata.
“M’agghie fatt na’raskat assurd in villa Peripato” – “Ho fatto l’amore in villa Peripato”

RUMMATO

[Rum-ma-to] agg. dispregiativo. È tradizionalmente la merda di pecora. Fate due più due sulla valenza di questo bell’aggettivo.

SGARRUPATO

[Sgar-ru-pa-to] agg. Metà dei palazzi di Taranto stanno allo sgarrupo. La città vecchia è sgarrupata. Direi che stabile sgarrupato può sostituire senza problemi stabile diroccato.

CREPENTARE

[Cre-pen-ta-re] verbo transitivo. Massacrare, picchiare selvaggiamente, quando ci provi con la fidanzata di Ciruzz di Gomorra in discoteca e ti ritrovi i bodyguard che ti smontano il setto nasale

TRAPPITARO

[Trap-pit-ta-ro] agg. Il trappitaro non è un priso. Ecco, il trappitaro è uno un po’ sconclusionato, un po’ sdrammato (bello usare altre espressioni dialettali per descrivere un termine vernacolare, ah?), che va girando vestito alla cazzo di cane. Un plebeo!

COGOLONE

[Co-go-lo-ne] agg. BINGBINGBING! JAAAACKPOT! Altro termine da erezione plurima tant’è figo. Diversamente magro, ciccione, quando ti spogli e non riesci a trovare l’organo genitale per la quantità di tessuto adiposo che ti porti appresso.
“Si sultant nu’cugulon” – “Sei solo un diversamente magro”

INZIVUSO

[In-zi-vu-so] agg. Sporco, poco curato, lurido. Quando hai i pacchetti di forfora così grossi in testa, che sembrano dei confetti alla mandorla.
Non cambiarsi le mutande per 3 settimane, usare il profumo per coprire la puzza del sudore.

PAPAGNA

[Pa-pa-gna] sostantivo femm. Dormita, ozio. Mé, ho dormito poco, ho mangiato assai e allora… mi appoggio due minuti, eh?

Senza il compare Alessio Celino, quest’articolo avrebbe la metà dei vocaboli nonché un umorismo pessimo tipo cinepanettone con De Sica e cipollino Boldi. Quindi grazie, maestro Celino, insegna ai bomber che sono ridicoli quando s’atteggiano a conoscitori della vita. Che poi devo ancora capire cosa cazzo significhi conoscere la vita.

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