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Tutto quello che il Due Mari WineFest ha rappresentato!

Ieri, domenica 2 ottobre, si sono spenti i riflettori sul Due Mari WineFest. Voglio raccontartelo con gli occhi di chi l’ha vissuto fin dall’inizio e fino alla fine.

Sono talmente sfatta che stavo pensando di rimandare a domani il resoconto del Due Mari WineFest. Poi ho pensato che fare un ultimo sforzo e raccontarti cosa ha rappresentato questo evento per me, sarebbe valsa la pena.

Il Due Mari WineFest è stata una scommessa, è stato il desiderio di regalare ai tarantini (e non solo) una manifestazione che fosse ricordata per la genuinità delle idee che l’hanno accompagnata fin dall’inizio e che soprattutto facesse rivivere un luogo strategico per la città. Il successo è stato inaspettato, i feedback positivi, oltre qualunque aspettativa. Oltre il timore che Taranto non rispondesse alla nostra chiamata. Eppure Taranto ha risposto, ha risposto bene.

Ho visto volti illuminarsi entrando in piazza coperta (via Anfiteatro) e constatare che al posto delle auto, per due giorni, quel suolo sarebbe stato occupato da eccellenze enogastronomiche, eventi, artisti, cooking-show e giovani. Tanti giovani, come noi del resto che – forse anche un po’ follemente – abbiamo messo su questo progetto ambizioso.

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Abbiamo provato a non lasciare nulla al caso, dai particolari più insignificanti ma che per noi significavano eccome (le insegne fatte a mano da Chiara Marcuccio, con una spontaneità e una carica commoventi), agli allestimenti floreali di Danilo Baratella di Verde&Oltre che ha reso bello e coinvolgente qualsiasi angolo della piazza con gusto, discrezione e un impegno non indifferente. Abbiamo provato a ripagare la fiducia delle aziende che hanno sposato il progetto a scatola chiusa, abbiamo provato a costruire un salotto in pieno centro dall’atmosfera magica e inusuale, accogliendo i presenti con sorrisi, cordialità ed educazione.

Abbiamo provato (e ci siamo riusciti, voglio dirlo) a non smarrire quell’umiltà che ci porterà a fare sempre meglio, ad incassare gli errori per trasformarli in lezioni importanti.

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I ringraziamenti sono doverosi, per nulla banali. Sì, perché se tutto questo è stato possibile è stato grazie alla collaborazione di tanta, tantissima gente.

Per cui, riprendendo le fila di un post della mia amica Rosanna Loconsole, compagna di avventure e professionista insostituibile a cui sono grata per aver condiviso con me il suo tempo, le risate, l’isteria, il nervosismo e le nottate insonni, ringrazio Fabio Romandini, compagno della mia vita e partner sul lavoro eccellente, Andrea Romandini per l’organizzazione, la serietà, la professionalità profusa così come gli sforzi e la responsabilità per un evento che ha richiesto un impegno di dimensioni atomiche. Grazie ad Enrico Ressa, ideatore del logo del Due Mari WineFest, per la sua creatività e precisione estremi. Grazie a Roberta Iacovelli per la vena spiccatamente social e la disponibilità sul campo di battaglia. Grazie a Vincenzo Parabita, per l’onestà intellettuale e la bravura con cui ha portato avanti il ruolo da ufficio stampa. Senza dimenticare che, al di là del ruolo, questo nutrito gruppo di persone ha lavorato incessantemente per ogni cosa.

Grazie a Marco e Giordano Carrano e Francesco Adamo che, attraverso VISART, si sono occupati del videomaking prima, durante e dopo la serata realizzando contenuti visivi degni di nota. Bravi!

Grazie anche a chi ha lavorato dietro le quinte con lo spirito di darci una mano, che è stata grande e fondamentale: Maddalena Vacca, Mario GiganteMarianna Catapano, Marco Di ComiteChiara Marcuccio.

Grazie ad Antonio Demichele, per i suggerimenti che ci ha fornito, per aver pensato fin dall’inizio che potessimo farcela.

Grazie agli artisti, tutti, e agli ospiti per le “carezze” che ci hanno riservato, per le parole e l’entusiasmo. Grazie al service dei fratelli Giuffrida sempre presente, grazie a chi ha semplicemente creduto in noi e ci ha voluto bene.

E ce lo so che questo pezzo sta diventando melenso ma era doveroso citare tutti. Perché oltre alle idee, sono state le persone a fare la differenza in quella che è stata una delle esperienze più belle della mia vita, professionalmente parlando.

 

2 commenti
  1. Raffa
    Raffa dice:

    Hai dimenticato di ringraziare la persona più importante….te stessa. Non perché sono di parte ma perché so l’impegno e la grande volontà che hai messo. Grande!!!!!

    Rispondi

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