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Edoardo Boccanfuso, l’artista tarantino che sta conquistando la Francia!

Edoardo Boccanfuso è un artista tarantino di 24 anni che sta conquistando Lione, Francia. Il 21 ottobre ci sarà la sua prima personale estera!

Un raffinato osservatore: si definisce così Edoardo Boccanfuso, artista tarantino di soli 24 anni, attualmente domiciliato a Lione. Raffinato è anche il suo stile d’altri tempi, che gli dona malgrado la giovane età.

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Il 21 ottobre Boccanfuso presenterà la sua prima personale estera nella città francese ed io non posso che fargli i migliori auguri. Sì, perché Edoardo è uno di quei talenti tarantini che meritano di essere raccontati. Le sue tele – un concentrato di umanità, desiderio struggente e amore – parlano per lui e sbattono in faccia a chi le osserva la passione che Boccanfuso riserva ad ogni pennellata.

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E’ a Milano che il pittore inizia a familiarizzare con i ritratti, precisamente nella Latteria di via Stendhal, disegnando sulle tovagliette di carta che ha a portata di mano. Durante il soggiorno nella città meneghina frequenta spesso la Caritas per essere a contatto con i volti dei clochard, “perché la bellezza – mi dice – è nel tratto vissuto”.

Barboni, prostitute e personaggi da bar sono i soggetti preferiti da Boccanfuso, personaggi che lui osserva con un’attenzione e una premura maniacali. “Prima di educare le mani d’altronde – aggiunge – devi educare lo spirito d’osservazione. Quando guardo le persone, le immagino già sulla tela, per questo cammino con blocchetto e penna in tasca.”

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Mentre chiacchieriamo, gli chiedo che rapporto abbia con la solitudine e mi stupisce la sua risposta. Mi stupisce constatare che, all’età di 24 anni, Edoardo Boccanfuso è prima ancora che un’artista, un uomo consapevole. Consapevole del fatto che “con la solitudine si sta benissimo perché è un’autoterapia.”

Poliedrico e preciso, Edoardo conta nel suo percorso professionale decine di lavori. Colorista digitale e illustratore per la graphic novel “L’eroe dei due mari”, colorista digitale per le ristampe a colori di “Diabolik” e “Capitan Miki” e della locandina della scorsa edizione del Taranto Comix disegnata dal fratello Emanuele, ha collaborato pure con Panini. Nel suo portfolio ricco di esperienze e bellezza, annovera alcune collettive, l’una – Le fil rouge – a cura di Viviana Cazzato in Palazzo Risolo a Specchia (Lecce), l’altra d’arte contemporanea ad Erba presso l’Opificio Zappa, The Nature of the art.

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Entrando più nel dettaglio dei suoi lavori, mi incuriosisce la scelta dei colori.

“Partiamo dal presupposto che non pulisco mai la tavolozza e che uso l’acrilico avendo un tratto istintivo. Adoro poi l’accostamento del rosso intenso al blu di Prussia che per me resta una vera e propria filosofia. E’ il simbolo dell’anima.”

E a proposito di anima, chi è realmente Edoardo Boccanfuso? “Edoardo è un ragazzo a cui imbarazzano i complimenti e che riesce difficilmente a gestire le emozioni. In questo l’arte lo aiuta. Lo aiuta, non di meno, l’essere cinico e autoironico.” E, infine, la tela, che ospita volti, forme, seni, membra, gambe, spiriti e anime varie, dannate, irrequiete, provate; anime che attingono alla profondità di questo giovane pittore 24enne, generoso, sensibile sì, ma anche un po’ egoista, anarchico e stregato da quella rivoluzione spirituale da Buona Novella (per dirla alla De Andrè) che mai lo abbandonerà.

Per conoscere di più Edoardo Boccanfuso ti suggerisco di visitare il suo sito appassionante.

Ph: Diego Longoni (prima foto b/n)

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