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Spartan Race: un primo passo verso la rinascita di Taranto!

La Reebook Spartan Race è stato un evento eccezionale. Una due giorni di successo straordinario per Taranto.

La Reebook Spartan Race è un evento che per capirlo devi viverlo. Bisognava inciamparci nell’emozione, nella forza e nel coraggio degli atleti tarantini e di tutto il mondo che, il 29 e il 30 ottobre, si sono riversati a Taranto. Bisognava, soprattutto, guardare oltre (che è una cosa faticosa assai, me ne rendo conto), guardare oltre le diatribe della categorizzazione: “Taranto Spartana”, “Taranto non Spartana”.

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Sì perché, al di là delle nozioni storiche, per due giorni si è parlato di Taranto – la città dove pure una semplice manifestazione sportiva si è trasformata in motivo d’orgoglio, in occasione per festeggiare e “urlare” agli zombie lobotomizzati dell’ “Ilva sì” e “Ilva no” – senza tirare fuori dal cilindro magico la parola ‘industria’.

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Ha vinto il territorio, ma sopra ogni cosa hanno vinto i tarantini che hanno creduto e credono che manifestazioni simili possano diventare la normalità. Per questo va riconosciuto il merito a Marco De Bartolomeo e al gruppo dell’Associazione Taranto la Città Spartana.

Da domani si potrà così narrare che alle 8 di sabato mattina sul Parco Cimino splendeva il sole, il parcheggio svuotato dalle macchine era un agglomerato di punti attrattivi, stand, gente entusiasta, sorridente, pronta a mettersi in gioco e a scoprirsi positivamente impressionata dopo e per il percorso. “Non me lo aspettavo così bello”, è stato il commento comune.

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E poi la città accogliente, gli eventi collaterali nel borgo, l’impegno condiviso che ha alimentato il carosello dei “finalmente!” durante le giornate.

Ho assistito alla gara fin dall’inizio, ho documentato, fotografato nella testa i momenti più suggestivi, ho anche incontrato due turiste belghe che si sono complimentate per l’organizzazione che “Spartan Race in Taranto it’s better than Spartan Race in Austria”, che hanno assaggiato le cozze pescate da Peppe a bordo della sua barca. Sì, perché mentre gli atleti gareggiavano ci siamo pure concessi, nell’attesa di vederli spuntare dalle acque del Mar Piccolo, una rapida escursione; abbiamo parlato di quanto sia “amazing” Taranto, di quanto amazing e gratificanti siano le cose semplici come quella di tirare sul peschereccio un palo di cozze e regalarle con una generosità disarmante ai presenti.

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Ho visto persone commuoversi, abbracciarsi al traguardo, famiglie intere e bambini tifare a gran voce, ho visto atleti che non hanno mollato un attimo, ma soprattutto ho visto tarantini e forestieri per la prima volta uniti e fottutamente contenti. Ed essere uniti dallo sport è francamente un bel messaggio e lo è ancora di più se ad essere protagonista è il territorio, con angoli e scorci di cui nemmeno noi siamo del tutto consapevoli.

La Spartan Race è stata sì un’occasione, ma soprattutto un atto concreto che ha dato il via ad un cambiamento che non si può ignorare. Un atto che, in un luogo dove tutto è rimasto immobile per tanto, troppo tempo, merita di essere raccontato, ignorando i pregiudizi e i parolai che, per quanto possano dire, alla fine non dicono nulla.

Alla prossima! ARO AROOOO

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