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10 modi per usare gli alberi di Natale (di ferro e cemento) a Taranto!

Ho trovato 10 modi, ma potrebbero essere molti di più, per usare gli alberi di Natale di ferro che come ogni anno, puntualmente, compaiono di fronte ad alcuni esercizi commerciali tarantini.

Puntuali come quando “scendi per le vacanze” e la nonna ti dice che sei deperito, alcuni commercianti tarantini si prodigano ad acquistare opinabili alberi di Natale in ferro e cemento. Un aborto per gli occhi e per un addobbo che si rispetti, ma tant’è. Ho così pensato che potrebbero esserci 10 modi (sicuramente più edificanti e alternativi) per utilizzare gli oggetti sopracitati.

  1. PER STURARE IL CESSO
  2. COME PANCHINE IN ATTESA DELL’AUTOBUS (laddove ci sia una fermata nei paraggi)
  3. PER SBATTERCI IL CRANIO DI CHI LI HA ACQUISTATI
  4. COME TOILETTE PER CANI
  5. PER COMBATTERE LA STITICHEZZA
  6. PER SBATTERCI IL MIGNOLO DEL PIEDE
  7. PER BESTEMMIARE DOPO AVER SBATTUTO IL MIGNOLO DEL PIEDE
  8. PER BESTEMMIARE SENZA MOTIVO
  9. PER PENSARE CHE C’è QUALCOSA DI PEGGIO DELLE DOMANDE “CHE FAI A CAPODANNO?” – “QUANDO TI SPOSI?” – “QUANDO FAI UN BAMBINO?”
  10. PER FARSI PASSARE IL SINGHIOZZO, SPAVENTANDOSI 

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Ora, una soluzione potrebbe essere quella proposta da Made in Taranto che ha suggerito l’acquisto di luminarie e ginepri per addobbare e abbellire (non imbruttire) la città. In questo caso, mi rivolgo ai commercianti con un certo buon senso e che sapranno certamente capire la differenza tra una cagata colossal, in cemento e la bellezza di addobbi che non facciano apparire la città, per l’ennesima volta, approssimativa, fredda e priva di qualunque appeal.

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