la-factory-indoor-copertina

Per la prima volta a Taranto, La Factory Indoor: l’unione di sogni e idee

C’è fermento a Taranto e guai a chi dice il contrario. Ad esserne testimoni sono i ragazzi di “La Factory indoor” ed “Eufemia” che hanno dato vita ad una nuova iniziativa: un temporary store che è molto più di uno store, attivo fino al 24 dicembre nel centralissimo borgo di Taranto.

La storia di La Factory Indoor non è una storia come tante altre. E’ piuttosto una storia unica che racconta l’ambizione e il coraggio di alcuni ragazzi che si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di far parlare la loro creatività allestendo, in uno dei tanti locali disabitati del centro di Taranto, un temporary store. L’idea è venuta ad Alessandra e Francesco di Sperimentàle, che in poco tempo hanno tirato su un progetto trascinante, anche grazie alla collaborazione di altri giovani creativi come Giulia, che si è occupata della grafica e della comunicazione sul web di La Factory Indoor e Gabriele Benefico, illustratore tarantino di Labo Fumetto che ha realizzato il logo delle tre porte.

sperimentale

Parafrasando le loro parole, per spiegare cosa sia La Factory Indoor devi immaginare di aprire una porta con le chiavi della mente per trovarti in un mondo costellato di idee, storie, progetti e impegno. La Factory è questo e tanto altro. E potrei scrivere un papiello degno del più audace dei dantisti, ma ti assicuro che non riuscirei a trasmetterti quell’autentica poesia che aleggia sugli oggetti di questo spazio espositivo.

La Factory in sostanza è un’occasione e racchiude 20 progetti di 36 sognatori tra artigiani, creativi e appassionati. L’impatto visivo, non appena varchi la soglia della sede in via Pupino 24/b, è forte. Tra pallet, porte recuperate e tavolini in legno si insinuano le esperienze degli espositori, imprenditori emergenti con il desiderio di far parlare la loro produzione artistica.

1

 

2

3

8

I 2 Eligio mi accompagnano alla scoperta degli angoli più suggestivi. Si parte da Chari, il marchio di un’artigiana di Bari che dopo aver ricevuto dai genitori una macchina per cucire, inizia ad appassionarsi alla sartoria sfoggiando il suo talento nella realizzazione di cappelli, mantelli e borse. Interessanti anche i prodotti di Le Falene: gioielli semilavorati in metallo, alcuni dei quali contenenti resina. Non faccio in tempo ad ammirarne il design, che vengo catturata dalla collezione di vinili di Mirco Moretti e dalle tazze di Life on Mugs: lei grafica e lui copywriter. Uniti nella vita come nel lavoro, Valeria e Domenico hanno creato due linee di tazze, l’una dedicata alla cultura Pop, l’altra al circo. Le adoro letteralmente, ne ho anche acquistata una!

img-20161209-wa0042

Sfoglia la gallery

Dalle tazze agli oggetti di carta riciclata di Spapelando: una carrellata di oggetti realizzati con le cannucce intrecciate con la tecnica del vimini, vernice atossica e idrorepellente. “In caso di pioggia reggono”, commenta uno degli “Eligi”. “Maria chiudi la busta.”

14

Un altro tavolo ospita le ceramiche di Liova. Dai gioielli alle MUG ispirate a Frida Kahlo, l’area espositiva di Liova racchiude una passione viscerale per i tatuaggi old school e l’iconografia messicana.

Vogliamo poi parlare di Spine? Un collettivo di 6 ragazzi che distribuiscono editoria autoprodotta e indipendente. Come si fa a non amare questo posto? Mi volto e tac, c’è Ammostro, altro collettivo che nasce come serigrafia condivisa nell’estate 2014, a Taranto. Dopo varie formazioni, il gruppo di lavoro si assesta e prende a
camminare verso un progetto con nuove “vesti”. Non più solo serigrafia condivisa, ma l’unione di sei artigiane che decidono di mettere insieme le proprie conoscenze per dare vita a oggetti che si fanno veicolo di un racconto che affonda le proprie radici nel territorio e nelle persone che lo abitano.

img-20161209-wa0041

img-20161209-wa0043

La mia attitudine “gioiellistica” (non si dice, lo so, ma a La factory tutto è possibile) mi porta verso Eu Sorrio che produce gioielli in tessuto (scarti di sartoria) e metallo (rame e ottone prevalentemente). Si tratta di pezzi unici, il che li rende ancora più interessanti. Dalla stoffa al cuoio è un attimo con Uparth, grafica con la passione per la lavorazione del cuoio.

mia

5

Su una delle pareti della Factory campeggiano, poi, le magliette abbinate a ciondoli fatti con dischi in vinile di Menti a contatto. Una figata assurda, ne ho già adocchiate 3-4. Così come ho adocchiato i lavori all’uncinetto di Ars@Lab, specie il portafazzoletti a divano. Totalmente in love!

10

magliette

Se ti piace il rame abbinato alle pietre preziose, non potrai fare a meno dei lavori di Pata Marina che alla fantasia coniuga la duttilità del rame. Se invece sei un appassionato del vetro, Luca Magliaresi ha quello che fa al caso tuo. Nasce a Napoli ma dopo essersi trasferito a Manduria conosce un artigiano del vetro che gli insegna la lavorazione di questo materiale.

11

13

Al vetro preferisci il legno? Ci pensa Good Wood dove la tradizione del padre sposa l’innovazione del figlio in creazioni davvero sorprendenti: portabottiglie, sedie, portalampade.

Alternative Bijoux, invece, combina 2 progetti: lei affezionata alla produzione di orecchini, lui di portachiavi in pietra abbinati a gioielli. E poi c’è Bussola Creazioni, che attinge all’arte orientale trasferendola sugli indumenti o sulle collane.

img-20161209-wa0044

In un angolo noto con piacere pure la presenza di Macrì, di cui tempo fa ho scritto: il lavoro di due amiche pugliesi che hanno aperto una sartoria in Africa. La loro storia è emozionante.

7

Ed emozionante è anche il progetto di Mister Vertigo: si tratta di 2 ragazze con la passione per la letteratura che riversano nella produzione sartoriale. Partono dalla stoffa, si lasciano ispirare ed infine creano il carta modello. Praticamente lavorano al contrario. Ogni pezzo della loro linea “sartorial-letteraria” è chiaramente unico e coniuga letteratura e sartoria dove la citazione o l’aforisma diventano parte integrante del capo. La gonna “Uno, nessuno e centomila” è geniale!

16

Last but not least… Sperimentàle! Alessandra Pischetola e Francesco Maggio sono l’anima di questo progetto che parte dall’utilizzo di metalli non preziosi. L’idea è quella di realizzare un manufatto che abbia una natura sostenibile. Il valore aggiunto sta nella tecnica e nella precisione della realizzazione, il metallo più utilizzato da Alessandra è l’alluminio, riciclabile infinite volte.

Francesco incomincia guardando il nonno falegname e a lavorare nel suo laboratorio, prendendo il primo contatto con gli attrezzi. Durante gli anni dell’Università tra impegni di studio e lavoro, non coltiva questa passione nata in tenera età sino a che non incontra Alessandra e nasce subito un’intesa. In una sera d’estate Francesco con l’aiuto del papà di Alessandra, realizza un espositore in legno ed è così che incomincia la loro avventura insieme nel mondo dell’artigianato.

mia2

Il resto fattelo raccontare da loro, vai a trovarli in questo regno delle meraviglie. Fatti travolgere e coccolare dalle storie e dalle idee in mostra. Partecipa ai workshop e agli aperitivi che ogni domenica, fino al 24 dicembre, animeranno la Factory Indoor. Il prossimo è domani alle ore 11,00!

Per quanto riguarda i workshop, per l’appunto, ne è previsto uno martedì 13 dicembre alle ore 18 a cura di Spapelando ed uno il 20 dicembre ad opera di Bussola Creazioni.

Nell’occasione, più di tutto, ci dimostreranno come, ognuno a proprio modo, ha saputo credere in un sogno e si impegna per realizzarlo e “Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta.” (Milton Berle)
(Milton Berle)

Se vuoi rimanere informato sull’attività di La Factory Indoor piazza un bel like sulla pagina Facebook.

La Factory Indoor
Via Pupino 24/b
Aperto fino al 24 dicembre

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *