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A Taranto soffia vento di cambiamento. Si chiama Caraktiras!

Taranto e il tema del cambiamento. Questione assai complessa; proviamo a sbrogliare la matassa che avvolge la città dei due mari parlando di Caraktiras, il film scritto e diretto da Clarizio Di Ciaula, regista tarantino, che andrà in scena al Teatro Orfeo il 3 febbraio.

Qualche settimana fa ho incontrato Graziana Giuliani, imprenditrice di Martina Franca impegnata quotidianamente a sostenere un modello di impresa le cui fondamenta sono state costruite da suo padre Ninì oltre 50 anni fa. Dell’azienda di Graziana avrò modo di parlarvi più avanti. Quello che mi ha colpito di lei, tuttavia, è stata la passione con cui sostiene quell’esigenza, sempre più condivisa a Taranto, del cambiamento. E lo fa attraverso l’arte, promuovendo un film scritto e diretto dal regista tarantino Clarizio Di Ciaula: Caraktiras, realizzato in occasione del Premio Martino Giuliani che nasce il 23 maggio 2013 per i 50 anni della fondazione dell’azienda omonima.

Andiamo con ordine, perché la questione è seria e delicata, perché il cambiamento è un tema complesso, che richiede una buona dose di consapevolezza e coraggio. Perché il cambiamento è qualcosa che spaventa, perché – nel bene o nel male – altera l’equilibrio che riveste le pareti di quella comfort zone (per dirla come gli inglesi) in cui dimorano volentieri le nostre coscienze.

Cosa c’entra Caraktiras con Taranto?

Innanzitutto Caraktiras è un film prodotto da un tarantino per i tarantini soprattutto. Il motivo per cui non puoi assolutamente perderlo? In primo luogo perché Clarizio Di Ciaula è un regista di una sensibilità disarmante e perché la trama è coinvolgente. Caraktiras è inciampare nella dipendenza, nel bisogno di essere qualcuno, nel riconoscimento e nel riscatto di se stessi in una società che appare ancora troppo maschilista.

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Accade così che l’ardente desiderio di essere protagonisti del proprio destino prende il sopravvento su quella cieca e insensata paura di essere travolti dagli eventi.

Accade così che il film ti sbatte in faccia una lettura esistenziale dell’essere imprenditore che, prima di essere tale, è persona. E solo imprenditori capaci, ancor prima persone autentiche, possono rifondare il significato reale dell’economia come processo di sviluppo di un modo di essere sia individuale che sociale.

Un concetto, questo, a cui siamo poco abituati. Ammettiamolo. E per quanto possiamo raccontarci la favola del “cambiamo facile a Taranto”, la verità è che il primo sacrosanto passo, quello che non riusciamo a compiere sacrificando spirito collaborativo e solidarietà sull’altare dell’individualismo, è quello di sostenerci a vicenda, di gioire dei successi altrui. Invece cosa succede? Succede che ci rode il culo con la stessa facilità con cui ci rode quando sappiamo di doverci tumulare in palestra dopo le vacanze di Natale.

Eppure, cari miei, Taranto ha bisogno di persone che abbiano la voglia di fare il passo più lungo della gamba, di imprenditori sinceri, lungimiranti, perché il tempo è finito e le uniche attese che possiamo concederci sono quelle di fronte alla toilette delle donne.

Caraktiras andrà in scena al Teatro Orfeo venerdì 3 febbraio e vale la pena esserci. Vale la pena perché abbiamo bisogno di fare nostri contenuti ed emozioni. Abbiamo bisogno di ricominciare a credere che qualcosa di straordinario sia possibile, come avrebbe detto qualcuno. Uniti. Verso la stessa direzione.

Segui l’evento sulla Pagina Facebook e tutte le belle novità ad esso collegate!

Photo credits: Serena Veneziano (img di copertina)

 

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