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La Puglia, regione d’alta moda per un giorno nel progetto della tarantina Serena Di Matteo!

Serena Di Matteo è l’autrice tarantina di un progetto che mescola la moda alle bellezze del territorio. Un progetto che spicca per originalità e che fa riflettere. Te ne parlo.

Il fatto che la Puglia sia ben lontana dall’essere il tempio della moda è ben evidente a tutti. Quando dici ‘Puglia’ pensi alle orecchiette fatte in casa, alla valle d’Itria, ai trulli, al mare e non di certo alle passerelle patinate milanesi.

Lo sa bene Serena Di Matteo, tarantina con la passione per gli abiti e sartoria che – dopo una laurea e un master – è tornata ad occuparsi di alta moda. “È una passione che ho fin da quando ero piccola – mi racconta – e che non ho mai abbandonato. Sono una di quelle persone che è partita ed è ritornata a casa, un po’ a malincuore, un po’ con il desiderio di provare a seminare nel mio di giardino per tentare di debellare, una volta per tutte, ‘la solita invidia per l’erba del vicino!'”

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Così, facendo leva sulla creatività e sul desiderio di creare un prodotto alternativo e appassionante, Serena ha realizzato uno shooting che di canonico ha ben poco. Ti invito ad osservare ogni singola foto come se stessi osservando un quadro (che lo sappiamo che quando ci fermiamo di fronte alle tele dei pittori blasonati ci piace assumere quell’aria tipica dei critici dei miei cojoni). Ecco, non dico di coglierne immediatamente il senso, dico solo di approcciarti al lavoro di Serena con la curiosità di chi vuole capire, approfondire.

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In questo progetto, la moda diventa mezzo di comunicazione della bellezza di un territorio, nel caso specifico rappresentato dall’incredibile tenuta Feudo Croce, di proprietà di Cantine Tinazzi, che ha ospitato Serena e le modelle per gli scatti.

Il mood ricorrente è la tradizione interpretata e re-interpretata dai giovani. Il passato e la sua eredità guardati con occhi moderni, con il risultato di un reciproco arricchimento. Su paesaggi tendenzialmente tradizionali, si stagliano colori e outfit decisamente pop. Immagini e didascalie tessono la trama di questo racconto che condurrà il fruitore a trarre le proprie conclusioni, con un effetto – almeno, per me è stato così – il più piacevole possibile.

“Viviamo in una terra bellissima, meravigliosa nonostante i flagelli che ha subìto e continua a subire – spiega Serena -. Penso che fino a quando riusciremo a comprenderne la bellezza, allora forse non saremo così perduti! E la moda, si sa, è espressione di bellezza. Non parlo di canoni estetici prestabiliti o standardizzati, parlo piuttosto di dare voce e forma alla propria unicità.

Esprimersi attraverso l’abbigliamento per creare un continuum tra interno ed esterno di sé. Tutti apprezziamo gli abiti belli e costosi esposti in alcune vetrine ma io credo che, se alle persone venissero forniti i giusti strumenti di stile, seguendo il proprio “gusto interiore” (come lo chiamo io) i risultati potrebbero essere sorprendenti, anche senza spendere una fortuna. Il gusto interiore è ciò che il nostro corpo e la nostra anima ci suggeriscono: i cosiddetti colori naturali, le nostre forme e il nostro modo di essere ci indicano già quale potrebbe essere l’immagine di noi che più ci rispecchia e, perché no, ci esalta. Una volta compreso questo meccanismo, penso si possa fare il percorso inverso: partire da una immagine esterna positiva per arrivare al gusto interiore e stare bene con se stessi”.

Ringraziamenti

Abiti e accessori sono di negozi che Serena considera tre esempi di “creatività attiva”: MAGGIO’S LAB, LEXEL, un negozio di pelletteria e accessori e GI STYLE, un cilindro magico per coloro che cercano bijoux e accessori per capelli, anche i più difficili da trovare.

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