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L’energia come motore di crescita: un’azienda tarantina alla fiera internazionale OMC

L’energia come motore di crescita. Ne parlerà Sabanet (realtà tarantina tra le più attive sul territorio locale e nazionale) alla fiera internazionale OMC19 a Ravenna.

Ci sono realtà tarantine che meritano più di una menzione, per il lavoro che svolgono, per il contributo a quell’innovazione necessaria che potrebbe portare alla ribalta – se solo prestassimo più attenzione – la reputazione di una città dove di innovazione si parla ancora poco.

E’ il caso di Sabanet, di cui ti ho già parlato; realtà che ho la fortuna di vivere quotidianamente e in cui la ricerca e lo sviluppo rappresentano il cuore pulsante di quasi tutte le attività.

Non è un caso infatti che Sabanet operi soprattutto in Italia e nel mondo e che dal 27 al 29 marzo sarà a Ravenna per l’OMC19 – Offshore Mediterranean Conference and Exhibition 2019, la più grande mostra-convegno dedicata all’offshore petrolifero e del gas nel Mediterraneo, giunta alla XIV edizione, per discutere di energia come motore di crescita al cospetto dei ministri di Libia, Egitto, Grecia e Libano. Insieme ad Andrea Sestino, responsabile R&D per Sabacom Engineering e Gianfranco Zizzo , CEO di Sabanet, sarò lì per comunicare quanto accadrà.

Cosa fa Sabanet?

Mette a disposizione delle aziende strumenti, metodologie e attrezzature avanzate che supportano tecnologicamente l’impiantistica attraverso l’elaborazione di software integrati per la gestione delle risorse umane, attività di analisi, supporto dei processi real time (BPR) e per il controllo di aree vaste e complessi industriali.

E probabilmente tutto questo parlare di nuove tecnologie, Business Intelligence e System Integration potrà apparire strano e gli argomenti ostici; ti basti sapere, però, che a Taranto c’è una realtà il cui nome è Sabanet che sta investendo nelle giovani risorse, che ha deciso di puntare sui talenti e sulle loro competenze, che ha deciso di esaltare le persone che sono il reale valore aggiunto di questo network. E che, in fondo, non è poi così male non dover scegliere a quale pezzo di felicità rinunciare se la felicità ce l’hai a due passi.

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