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6 cose che forse non sai sul Castello Aragonese di Taranto

L’ultima volta che ho messo piede nel Castello Aragonese di Taranto risale a più di dieci anni fa, se la memoria non mi inganna, in occasione di un saggio di danza per il quale fu allestito un grande palco nel cortile centrale interno.

Ero piuttosto piccola all’epoca e non sapevo nemmeno che questo edificio a pianta quadriangolare, fosse noto pure come Castel Sant’Angelo. Qualche sera fa, ripensando ai miei piedi sulle punte durante quel famoso saggio, ho deciso di documentarmi sulla storia di questa antichissima costruzione.
Ti racconto 6 cose che forse non sai sul Castello Aragonese di Taranto.

Bizantini alla riscossa

Il primo nucleo del castello – che abbraccia una parte del borgo antico – risale al 916, quando i Bizantini avviano la costruzione della “Rocca” per proteggersi dagli attacchi a suon di frecce, pietre e olio bollente dei Saraceni e della Repubblica di Venezia. Bisognerà attendere il 1481 per fortificare la difesa del Castello Aragonese di Taranto attraverso la realizzazione di un primo canale navigabile, più stretto di quello odierno, per consentire il passaggio di piccole imbarcazioni.

Le torri del Castello

Nel 1486, Ferdinando II d’Aragona incarica l’architetto e ingegnere militare Francesco di Giorgio Martini di ampliare il castello e costruire torri idonee alla difesa contro gli spari da cannone. La nuova fortificazione, infatti, prevede sette torri, di cui quattro unite tra loro a formare un quadrilatero e intitolate a San Cristofalo, a San Lorenzo, alla Bandiera e alla Vergine Annunziata, e le restanti tre allineate lungo il fossato fino al Mar Piccolo.

Il dazio sulla pesca

I soldi per ultimare il castello, però, scarseggiano. Bisogna trovare un modo per terminare la parte aragonese dell’edificio. Il castellano decide così di imporre, in un primo momento, il dazio sulla pesca. Soltanto in un secondo momento amplierà il castello unendolo alla torre Sant’Angelo, che sarà costruita a spese del Comune.

1492: una data simbolica

Tutti o quasi siamo a conoscenza del fatto che l’anno 1492 corrisponda alla scoperta dell’America. Quasi nessuno, invece, sa probabilmente che proprio nel 1492 viene ultimato il Castello Aragonese di Taranto. Data che risulta, tra l’altro, dall’incisione di una lapide murata sulla “Porta Paterna” insieme allo stemma degli Aragonesi.

Da opera militare a dura prigione

Con l’arrivo degli Asburgo nel 1707, invece, il castello perde la sua importanza e da opera militare si trasforma in una dura prigione. Sarà Napoleone Bonaparte a restituirgli il prestigio e l’importanza originari. Nel 1883, alcune delle torri vengono demolite per ospitare l’attuale canale navigabile e il ponte girevole. Nel 1887, il castello diventa una sede della Marina Militare.

Cosa c’è dentro il Castello?

La storia non finisce qui e, continuando a leggere la vecchia enciclopedia dalla quale ho tratto spunto per questo articolo,  scopro che all’interno del castello si può ammirare la cappella di San Leonardo – riconsacrata nel 1933 – e la sala dove un tempo si consumavano le torture più atroci. Apprendo, inoltre, che questa stanza è dotata di un foro centrale attraverso il quale venivano propagate le urla dei malcapitati.
Perché non approfittare, domenica prossima, per fare un giro nel Castello Aragonese di Taranto. Le visite sono pure gratuite e da quel saggio di danza, farcito di storia e magia, è passato troppo tempo.

Il Castello Aragonese di Taranto apre le sue porte tutti i giorni, festivi compresi, con i seguenti orari.

Mattina
09.30 – 11.00 1° turno
11.30 – 13.00 2° turno

Pomeriggio
14.00 – 15.30 3° turno
16.00 – 17.30 4° turno
18.00 – 19.30 5° turno

Sera
20.00 – 21.30 6° turno
22.30 – 24.00 7° turno
24.00 – 01.30 8° turno
01.30 – 03.00 9° turno

Informazioni e prenotazioni
0997753438 oppure info@castelloaragonese.it

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