festa della mamma

Le mamme migliori le trovi al Sud (perché siamo di parte)

Oggi è la Festa della Mamma, soprattutto di quelle tarantine perché sì, siamo di parte!

L’ha fatto il Wall Street Journal – che tempo fa stilò una classifica delle mamme migliori del mondo (e quelle italiane comparvero in prima linea) -, oggi lo facciamo anche noi. Con quelle tarantine.

Più che una classifica, però, preferiamo chiamarlo omaggio.

La mamma tarantina e i boccacci

Ho capito l’importanza dei boccacci quando ho vissuto 12 anni a Firenze, quando cioè il pensiero di mia madre era direttamente proporzionale al numero delle dispense (le chiamano così al nord) che mi mandava su.

Era (ed è ancora oggi) un modo per farmi sentire il suo amore. Lo era pure la frase di rito – quando rimpatriavo – “amore, ti vedo deperita”, solo per il piacere di occuparsi di me, del mio stomaco e sfoderare pranzi e cene luculliani che, in Polentonialand, potevo solo sognarmi.

Sì, perché la mamma tarantina sa che, se c’è una cosa che ha imparato dai suoi avi, la cucina è un luogo sacro e i “boccacci” sono la salvezza dei terroni emigrati; che non esiste domenica mattina senza le polpette o la pasta al forno. E poi ammettiamolo, come cucina la mamma tarantina nessuna al mondo.

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La mamma tarantina è calda e affettuosa

La mamma tarantina è premurosa, calda, affettuosa, è una mamma chioccia, forse eccessivamente apprensiva, protettiva e molto presente. Vive le liti familiari come una la faida tra i Montecchi e i Capuleti, in compenso però non esistono festività senza contare almeno settordicimila commensali.

E’ plateale sì, ma anche nei sentimenti, con il suo cuore grande, con la sua generosità disarmante, la sua tendenza all’accoglienza degli amici del figlio e degli amici degli amici del figlio, con la sua disperazione quando il frigo è vuoto.

La mamma tarantina è coraggiosa

La mamma tarantina è coraggiosa, come tutte le mamme in realtà, ma ne ho conosciute alcune che lo sono più di altre. Specie se costrette a vedere i figli crescere dal letto di un ospedale, specie se non hanno più la forza di sorridere ma lo fanno ugualmente, perché i figli prima di tutto.

Ho conosciuto, però, anche figli coraggiosi. Perché i rapporti non sono mai semplici, e ci vuole costanza, pazienza, ci vuole sempre e comunque un punto di incontro, ci vogliono i compromessi anche al cospetto di un amore incondizionato. 

Ci vuole, oggi più che mai, riconoscenza.
Auguri a tutte le mamme!

Photo credits: www.vesuviolive.it (img in evidenza)

 

 

 

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