Thriller

Intervista a Giuseppe Marco Albano, vincitore del David con il corto ambientato a Taranto

Giuseppe Marco Albano ha vinto il David di Donatello con “Thriller”, miglior cortometraggio ambientato a Taranto. E io l’ho intervistato.

Se ancora non l’hai visto, provvedi subito. “Thriller”, il corto di Giuseppe Marco Albano e di Angelo Troiano della produzione Basiliciak che ha vinto il prestigioso David di Donatello 2015, è la storia di un sogno all’ombra delle ciminiere. “Non un racconto drammatico – tiene a precisare il giovane regista lucano – ma un grido di speranza, il riscatto di Michele, un ragazzino che, in fondo, rappresenta la città di Taranto. Tutta.”

Il regista Giuseppe Marco Albano

Il regista Giuseppe Marco Albano

Giuseppe, come e perché ti sei avvicinato a Taranto?

“Sono nato a Cisternino e da piccolo con i miei genitori (madre lucana e padre pugliese), venivamo spesso a Taranto perché all’epoca Matera era solo un paesone. Ricordo che andavamo alla Mongolfiera e poi il mare… ho sempre avuto una passione per il mare.”

Qual è stata l’idea dalla quale è nato il cortometraggio?

“Te lo ricordi il film ‘Io speriamo che me la cavo?’. Ecco, è il mio preferito tant’è che in Thriller – quando Michele scende le scale con la bici – c’ho inserito una chiara citazione della pellicola con Paolo Villaggio. Al mio amore per quel film ho aggiunto quello per Michael Jackson ed è venuta fuori l’idea folle di unire l’Ilva a Thriller.”

Una scena di Thriller

Una scena di Thriller

Il finale con gli operai-zombie è emblematico. Raccontacelo.

“Non volevo raccontare una storia drammatica, volevo piuttosto raccontare una storia con leggerezza senza tralasciare le complessità che ci sono a Taranto. Perché Taranto non è solo Ilva. Grazie all’aiuto di tanti ragazzi e di Simona Palmieri, che ci ha accompagnati in giro per la città, ho scoperto luoghi meravigliosi. Da Taranto Vecchia fino ad arrivare al quartiere Tamburi. Per quanto riguarda il finale, ho ripreso degli operai che sembrano zombie, perché l’effetto dell’Ilva sui lavoratori e sull’ambiente di certo non è stato positivo e l’ho immaginato così.”

Com’è stato il primo approccio con i tarantini?

thriller cortometraggio

“All’inizio non è stato facile. Taranto, d’altronde, è stata e continua ad essere invasa da giornalisti e telecamere. C’è stato un momento in cui si parlava di Taranto solo come la città dell’Ilva, sia a livello nazionale che internazionale. Io sembravo l’ennesimo a farlo. Quando la gente giustamente si alterava, ho sempre cercato di spiegare che non volevo fare come gli altri. Ci ho creduto tanto in questo cortometraggio e ricordo che quando fu proiettato per la prima volta ai Giardini Virgilio le persone furono entusiaste.”

 Cosa ti auguri per Taranto?

“Non posso che augurarmi il meglio per questa città, che amo e che penso sia tra le più belle al mondo. Non sono qui per fare politica attraverso il mio lavoro, o per dare soluzioni. Il mio compito è stato quello di raccontare attraverso la settima arte una storia. La speranza è che attraverso Thriller e altri progetti che vogliono riscattare Taranto, le menti e le anime di chi sta in alto ma anche di chi sta in basso si smuovano.

E noi ci uniamo all’augurio di Giuseppe, che ha dato voce alle storture ma soprattutto alle bellezze di Taranto. Dove le speranze non potranno mai essere seppellite sotto le ceneri delle torri infuocate. Dove c’è ancora chi combatte per quella riconversione che, senza troppi giri di parole, meritiamo.

“Thriller” ha vinto almeno 40 premi e ha passato più di 100 selezioni nazionali e internazionali. Attualmente il cortometraggio è in giro per il mondo. Clicca sul video e buona visione!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *