guidatore tarantino

Il tarantino alla guida: perché non vorresti incontrarlo

I tarantini alla guida sono fantasiosi, anche un po’ imprudenti per la verità, sprezzanti delle regole e convinti piloti di Formula 1, nonostante la maggior parte dei miei conterranei pare che la patente l’abbia scovata nelle patatine San Carlo.

Ansia da ritardo? Niente affatto.  La guida sprint e “a uecchie” tipica del tarantino, è un gene contratto fin dalla nascita. Vediamo le caratteristiche del tarantino al volante.

Suona il clacson prima ancora di scendere di casa

Attese e intoppi non sono nemmeno lontanamente contemplati nella testa del guidatore tarantino, che parte avvantaggiato suonando il clacson prima ancora di scendere di casa. Ogni giorno – soprattutto negli orari clou – è una sarabanda di rumori tra serpentoni che si snodano per tutta la città, ingolfamenti ad ogni piè sospinto e semafori verdi puntualmente snobbati dai lentoni (perché ci sarà sempre il priso di turno che rallenterà la corsa malgrado il disco verde sia scattato già da 20 secondi).

Parcheggi fantasiosi

Il tarantino alla guida non ha tempo. Nemmeno per parcheggiare. E anche nel caso in cui si trovasse di fronte ad un parcheggio vuoto, passerebbe oltre. “Troppe manovre inutili”, penserebbe. Che poi, se la doppia fila esiste, perché non sfruttarla? E la terza fila? Una naturale evoluzione del parcheggio selvaggio in seconda: sosta autorizzata a tutti gli effetti.

Contrario all’ SSU (spreco spazi urbani), il tarantino parcheggerebbe la macchina ovunque: sui marciapiedi, nelle aiuole (quelle che ancora devono essere realizzate), anche sui pali se ci fosse la possibilità.

3 is meglio che one

tarantino alla guida

Il tarantino alla guida della moto

Poi c’è il tarantino alla guida dello scooter, mezzo di trasporto considerato alla stregua di una monovolume. Sì, perché – nella Taranto fantasy dell’automobilista terrone – sul motorino si monta in 3/4 persone (cane escluso). D’altronde, che pretendete, si fa quel che si può.

Il tarantino alla guida non guida

Il tarantino al volante non guida. Fa tutto tranne che guidare. Piuttosto, parla con il passeggero, mangia, fuma, scrive messaggi sul cellulare, telefona. Perché il tempo è denaro. Malcostume cittadino, penserete, e preludio di incidente assicurato. Ma dopo una fila (impossibile da bypassare in questo caso) di bestemmioni e “cit è muert”, passa la paura.

Il pedone è invisibile

Il pedone per il tarantino alla guida è soltanto una distrazione che non merita considerazione alcuna, birillo instabile nella giungla cittadina. Farlo attraversare non è un’opzione socialmente accettabile per il conducente tarantino, per il quale le strisce bianche sull’asfalto rappresentano mero corredo urbano. Insomma, si salvi chi può!

Photo credits: it.wikipedia.org (immagine in evidenza) – blog.udn.com (foto interna)

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