La Domenica del tarantino
Se c’è un giorno della settimana che il tarantino ricorda con più soddisfazione, quello è la Domenica.
Siamo tradizionalisti a Taranto, e la domenica si trascorre in famiglia. Le parole d’ordine sono: pranzi luculliani e nonna (addetta a preparare i pranzi luculliani di cui prima). Per chi, invece, la nonna non ce l’avesse la parola d’ordine resta sempre e comunque: pranzi luculliani.
Passeggiata in centro e brioche con la palla
La Domenica del Tarantino inizia di diritto con una ricca colazione. A partire dalle 10, o giù di lì, è una tarantella di cappuccini e “brioche con la palla” (sì, a Taranto ci piace parlare colorito), chessò, alla Palma d’Oro o al Caffè Italiano. Il tutto condito da copiose chiacchierate sul Taranto in serie D di Domodossola, sull’Ilva, i fumi, Tempa Rossa e Stefàno prossimo alla conduzione di “Chi l’ha visto.”
C’è chi porta a passeggio il cane, chi vende abusivamente borse, cover e triccheballacche, e ci sono una serie di personaggi coloriti che si incrociano durante le vasche tra via Di Palma e via D’Aquino.
I dolci di Sales e Messinese
Alle 13 scatta il coprifuoco. Le strade si svuotano, nemmanco fossimo nel deserto dei Tartari, e orde di tarantini si preparano a raggiungere la tappa successiva: casa della nonna. Non prima, però, di un veloce pit stop da Sales o da Messinese per la canonica guantiera di dolci. Perché, sì, il pranzo domenicale del tarantino non può terminare senza spacchettare chili di saccarosio.
Le polpette col sugo e le cotolette
Sia chiara una cosa: non c’è pranzo che tenga, nella Domenica del Tarantino, senza le polpette. Le nonne o le mamme lo sanno e, già dal venerdì sera, si tumulano in cucina per preparare – indefesse – quantità industriali di palle di carne. Da mangiare, mi raccomando, dispari; o almeno così mi ripeteva mia nonna, anche se il perché non è dato saperlo.
Alle polpette, solitamente, si accompagnano le orecchiette. Spolverate con chili di cacioricotta. Per i settentrionali che ci leggono, il Cacioricotta è un formaggio prodotto al Sud con latte di pecora o di capra. Calorico, senza dubbio, ma squisito.
Che più? Ovviamente le cotolette con patate. Perché a noi i pranzi “striminziti” nun ci piacciono e la domenica è l’occasione giusta per ingozzarci come si deve.
Tutti al campo
Con lo stomaco pieno, d’altronde, si tifa meglio. Tant’è che la Domenica del tarantino non può che terminare al campo. A tifare – tra gioie e dolori – il Taranto. Perché il cuore rosso-blu batte non solo a tavola, tra le prelibatezze nostrane, ma anche tra le panchine dello stadio Iacovone.
Photo credits: anglerz.com (img in evidenza) – www.angolinopasticceria.it (img dolci) –






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